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Il giorno dopo...

¡Qué es la vida? Un frenesí.
¡Qué es la vida? Una ilusión,
una sombra, una ficción,
y el mayor bien es pequeño;
que toda la vida es sueño,
y los sueños, sueños son.
Bologna, 1 Marzo 2010 © Pietro Tarozzi

La piazza non è piena, disincanto. Non è bastato il lessico leghista, Rosarno, le cronache che scarabocchiano di nazionalità, l'Italia non è un mare giallo.
Tanti piccoli torrenti e qualche fiume però sì. Cagliari, Torino, Verona, Padova, Pavia, Parma, Reggio Emilia, Abbiategrasso, Reggio Calabria, Udine, Rimini, Firenze, Ancona, Monza e Brianza,Varese, Lecco, Lucca, Campobasso, Como, Taranto, Trieste, ForlìCesena, Venezia, Oristano, Bolzano, Bari, Trento, Bergamo, L'Arno di Bologna, Perugia, Siracusa, Catania, il Po di Napoli, Brescia, Genova, Palermo, il Tevere di Milano, Roma e altri rigagnoli sparsi qua e là per il paese; come se il giallo del primo marzo avesse riunificato la geografia stessa dell'Italia.

"Abbiamo fatto l'Italia, ora facciamo gli italiani" è il detto di Cavour che si insegna nelle scuole superiori. Il giorno dopo eccola l'Italia, quella che già c'era e che da oggi sarà più consapevole, visibile, ha fatto un cenno, battuto un colpo. Certa che sarà anche l'Italia di domani. E' invitabile e lo è anche per lor signori valligiani che trovano nel leghismo il socialismo degli idioti. Rifugiati della ragione, clandestini di compassione.

Il paese reale è questo, umanità sfuggite. Scappate, sotto la pressione di paure indotte, distanti da quelle concrete, la più pulsante delle quali si chiama povertà.

I piccoli fiumi che sono scesi in piazza ieri questo lo sanno, sono la parte sana della società.
Argini di civiltà.

Se proprio di un successo numerico non si può parlare bisogna fare i conti anche con le ragioni. Manifestazioni oraganizzate su internet (come a Teheran), organizzazione alle prime armi, nessun appoggio istituzionale se non a parole da parte di quei partiti tradizionali che hanno ormai perduto ogni vocazione a rappresentare.

Se con queste premesse manifestazioni si sono svolte in tutta Italia il sorriso esce spontaneo.
Dopotutto, per costruire serve tempo ma occorre anche partire....

"Non credo che essere riusciti a condurre una azione come la nostra sia una vittoria definitiva. L'importante è un'altra cosa, è sapere ciò che si può fare. E' quello che ho già detto mille volte: noi, nella nostra debolezza, in questa minoranza che siamo, non possiamo vincere. E' il potere che vince sempre; noi possiamo al massimo convincere. Nel momento in cui convinciamo, noi vinciamo, cioè determiniamo una situazione di trasformazione difficile da recuperare".
Franco Basaglia
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Pietro Tarozzi

Laureato alla Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università di Modena e Reggio Emilia. Viaggiatore per passione, amante della lettura, fotografo bislacco.

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Commenti A.News (10)

10 commenti

  • Albana

    Già... sapessi l'invidia che provo per te!

    Albana Martedì, 23 Marzo 2010 12:59 Link al commento
  • dule

    Mos me bej shum komplimenta se me behet xheloze Albi;-)

    dule Martedì, 23 Marzo 2010 12:51 Link al commento
  • Sonila Alushi

    Dule sono in partenza e non posso andare a guardare...Al ritorno,daro' sicuramente un'occhiata.Grazie prezzemolino! hahahah
    Un caro saluto anche a te...

    Sonila Alushi Martedì, 23 Marzo 2010 10:21 Link al commento
  • Sonila Alushi

    Pietro confesso di essermi illusa un po',o almeno io pensavo fosse un po',poi mi sono resa conto di essermi illusa tanto!
    Riguardo all'Aquila, ti posso confermare tutto perche' all'Annozero mi sono fatta una chiachierata con alcuni ragazzi del posto i quali mi hanno raccontato di tutto e di piu'...!
    Invece per le alluvioni di Messina,il silenzio totale! Alloggiando vicino alla Pressidentessa della loro associazione,ho saputo di come recentemente hanno preso la decisione di non affrontare piu' le spese degli alberghi dove vivono centinaia di persone che non solo non hanno piu' la casa e tutto cio' che contengono,adesso non avrebbero nemmeno una stanza d'albergo! A Messina c'e' la disperazione totale e nessuno lo sa,e chi lo sa, fa finta di niente! Lei mi raccontava di decine di giornalisti che fanno interviste,documentari che poi nessuno vede!
    Bisogna prendere coscienza del fatto che la televisione non e' la rappresentante della realta' come pretende di essere,e bisogna urgentemente rendersi conto che siamo noi,pubblico,a copiarla e ideliazzarla come unica voce della verita'!
    "Stupido e' chi lo stupido fa" diceva il grandissimo Forrest Gumb
    Il problema della meritorazia e' uno dei piu' gravi problemi italiani le conseguenze del quale sono (come al solito) piu' sentite nelle comunita' straniere essendo noi la fascia piu' debole della societa'.Ecco,ci manca anche una cosa importantissima che influeza cosi' direttamente e tanto il mondo del lavoro:ci mancano le raccomandazioni.
    Siamo tutti circondati di persone come Emma,italiane o non,che tengono chiuse le loro potenzialita' in casa,ma si fa finta di niente,perche' e' piu' facile credere che chi ha le carte giuste, emerge sempre e comunque.
    Ti ringrazio tantissimo per il tuo apprezzamento.Io anche, apprezzo ogni tuo articolo.
    Un caro saluto.S.

    Sonila Alushi Martedì, 23 Marzo 2010 10:18 Link al commento
  • dule

    Soni,guarda questi link a proposito della informazione in Italia dei media schifosi di veline putane e rufiani: http://www.youtube.com/watch?v=MW8iP38KiGc http://www.youtube.com/watch?v=mTfgtYg1_3A http://www.youtube.com/watch?v=LhOJc1JBpKI eccccc...sembra il II Enver Hoxha, ha le caratteristiche di un vero e proprio Sultano.

    dule Domenica, 21 Marzo 2010 17:05 Link al commento
  • Pietro Tarozzi

    Ciao Sonila. Perdona la franchezza, ma che i media non ne parlassero era un dato scontato.Non si poteva pretenderlo..lo stato dell'informazione in questo paese e' a encefalogramma piatto, giornalisti che danno notizie false, ricostruzioni immaginarie come a L'Aquila, realta' nascoste il piu' possibile, celate come la polvere sotto il tappeto. La realta' che sta nei grandi media e' uniniderezionale, la mia e' un'altra e non l'ho mai vista rappresentata. Emma la badante che parla sette lingue e' una realta', tua, ma credo possa essere emblema di molte altre. Sono tante le badanti laureate o piu' semplicemente colte in questo paese. L'hai mai sentito raccontare dai media? Io si da te qua e ho letto molto volentieri quel pezzo.

    Pietro Tarozzi Domenica, 21 Marzo 2010 14:53 Link al commento
  • Sonila Alushi

    Solo SKY sembrava piu' interessato e aggiornato,ma noi sapiamo che essendo a pagamento,ha pochi ascoltatori... Mediaset e Rai hanno dedicato talmente poco tempo(solo nei telegiornali),alla manifestazione che sembrava fosse una notizia di poco conto e solita.Quasi nessuna intervista,niente dati,niente commenti!la ricetta del giorno alla fine dell'edizione,aveva piu' tempo e piu'dettagli di questo evento! Mah!!!

    Sonila Alushi Domenica, 21 Marzo 2010 12:48 Link al commento
  • dule

    Soni, immagino che volevi dire che i media non ne hanno parlato..vero?

    dule Domenica, 21 Marzo 2010 11:22 Link al commento
  • Sonila Alushi

    E' stata una partenza...Molto aprrezzata la presenza delle associazioni italiane solidarizzando con noi. Ho notato con molto dispiaecere che i media ne hanno parlato pochissimo!

    Sonila Alushi Giovedì, 04 Marzo 2010 12:40 Link al commento
  • liliana

    un piccolissimo fiume e' anche portare, sul posto di lavoro, un post-it o una coccarda gialla sulla maglia. Tutti ti chiedono che cosa significa, cosi si spiega e si aiuta a ricordare una informazione magari distrattamente ascoltata. Sara' poco, ma almeno il primo marzo non passa inosservato

    liliana Mercoledì, 03 Marzo 2010 11:30 Link al commento

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