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Le basi storiche dell'indipendenza del Còssovo

All'indomani della pronuncia della Corte Internazionale di Giustizia sul Còssovo, sono apparsi dotti articoli di autorevoli e seri studiosi – e con alcuni mi onoro di condividere amicizia e stima reciproche – che cercano di dimostrare che l'indipendenza cossovara sia illegale.
Le basi storiche dell'indipendenza del Còssovo Mappa della ex-Jugoslavia

Io non contesto le loro argomentazioni scientifiche – un conto è la legalità un altro la giustizia – in quanto esse si basano su ben valide osservazioni geopolitiche di scenario e sul diritto internazionale dell’epoca di Helsinki 1975 (conferenza a cui l’Albania non volle partecipare, e fece bene: ritenendola una finzione giuridica a base reale spartitoria fra i due massimi trionfatori sul nazi-fascismo).

helsinki_1975

[In occasione della firma dell'Atto finale di Helsinki, dei leader dei 35 paesi partecipanti al viaggio a Helsinki. 1 Agosto 1975]


Che gli Stati Uniti d’America appoggino fattivamente gli albanesi dal 1999 è cosa ben nota, ma ai più forse sfugge che – sempre a causa di esigenze strategiche e quindi geopolitiche – per ben oltre quarant’anni, dal 1948 sino al defungere dell’Unione Sovietica, la Casa Bianca ha sostenuto ampiamente il despota Tito e la relativa corte, ai danni sia degli italiani (massacri delle foibe per pulizia etnica) che degli albanesi (sterminio dei cossovari e trattamento della relativa regione alla stregua di una colonia da tenere sottosviluppata rispetto all’etnia slava: per ciò cittadini di Serie B essendo di un’altra razza).

Siamo abbastanza grandi ormai (ahimè!), per non credere più ad un diritto che non sia fondato su elementi coercitivi. In parole povere se si commette un’infrazione ci sono i codici civile e penale che irrogano sanzioni attraverso l’apparato di polizia prima e l’ordine giudiziario dopo di uno Stato. A livello internazionale non è così. Innanzitutto perché la storia la scrivono i vincitori, e per sapere la verità vera, magari occorrono fra i cento e i duecento anni; e poi il diritto stesso, essendo una sovrastruttura del sistema di produzione si deve adeguare al secondo, e non sicuramente viceversa.

Nella storia chi decide non sono i concetti astratti di giustizia ed etica (auspici palingenetici religiosi-ideologizzanti, quindi praticamente inapplicabili nel nostro mondo), bensì la forza e la violenza. Non ci sono buoni e cattivi “di default” prima che il gioco inizi: chi ha la meglio fa passare l’altro per criminale e se stesso per unto della Verità. Storie vecchie come il cucco.

La liberazione del Còssovo ed il proprio potere politico sono nati dalla canna del fucile in particolari circostanze favorevoli. E mi duole dirlo, ma non per me, bensì – restando in Italia – per quegli orfani del piccì e per gli inani magniloquenti sessantottini (oggi cripto-antistatunitensi) che questa parola d’ordine enverista-maoista-vietnamita l’hanno dimenticata per farsi meglio spazio nei salotti che contano alla caccia di posti aurei, conduzioni televisive e incarichi di lavoro privilegiati. Che in Còssovo tantissimi genitori chiamino i loro figli Enver, vorrà pur dir qualcosa. Non li battezzano di certo Palmiru, Tito, Maksìmi, Valtèr, Silvìu, Pierferdinàndi, Gjianfrànku o Humbèrti.

Mi è particolarmente caro – a riprova che almeno la nèmesi storica abbia vinto – proporre ai lettori di «AlbaniaNews.it» un illuminante articolo di Noel Malcolm, professore ad Oxford. Esso è uscito su «The Guardian» il 26 febbraio 2008, ed è stato tradotto in italiano da «Bota Shqiptare», ed è apparso sul N. 189 del 15-28 marzo dello stesso anno:

noel_malcolm_ok“Kosova è Serbia? Chiedetelo agli storici” di Noel Malcolm

“«Kosova è Serbia. Chiedetelo agli storici!» si legge sui manifesti improbabili sventolati dagli incolleriti manifestanti serbi a Bruxelles. È un invito molto lusinghiero per noi storici: non ci chiedono spesso di dire la nostra. Con questo non voglio tuttavia dire che tutti gli storici sarebbero d’accordo di esprimersi, se non altro perché gli storici non usano adoperare questo tipo di eterno indicativo presente.

La storia, per i serbi, è cominciata all’inizio del settimo secolo dopo Cristo, quando s’insediarono nei Balcani. La loro base di potere era fuori da Kosova, che la occuparono agli inizi del tredicesimo secolo, dunque la loro pretesa che Kosova era «la culla» dei serbi, è falsa.

È vero, invece, che i serbi dominarono Kosova per circa 250 anni, fino alla conquista ottomana nella metà del quindicesimo secolo. Le chiese e i monasteri serbi arrivano da quel periodo, ma non c’è continuità tra lo stato medievale serbo e la Serbia di oggi più di quanto ce ne sia tra l’Impero Bizantino e la Grecia di oggi.

Kosova rimase territorio ottomano fino all’occupazione dalle forze serbe nel 1912. I serbi diranno che era una «liberazione», ma anche dalle loro stime ne viene fuori che la popolazione ortodossa serba nel territorio fosse meno del 25%.

La maggioranza della popolazione era albanese, e non diede il benvenuto al dominio serbo, dunque «occupazione» sembra la parola appropriata.
Ma legalmente Kosova non fu incorporata nel Regno Serbo nel 1912, rimase territorio occupato fino a qualche tempo dopo il 1918. Poi, finalmente, fu incorporata, non in uno stato serbo, ma in quello jugoslavo. E dopo una grande interruzione, la seconda guerra mondiale (1), Kosova rimase parte di una specie di stato jugoslavo fino alla fine del giugno 2006 (2).

Fino alla distruzione della vecchia Jugoslavia federale da parte di Miloševic’, Kosova ebbe un doppio status. Era chiamata parte della Serbia, ma era anche chiamata unità componente della federazione jugoslava. Prevalse il secondo status: Kosova ebbe il suo parlamento e governo ed era rappresentata direttamente a livello federale, accanto alla Serbia. Era, infatti, una delle otto unità componenti il sistema federale. Quasi tutte le altre unità sono ora diventati stati indipendenti. Storicamente, l’indipendenza di Kosova semplicemente completa il processo.

Quindi, Kosova è diventata un ex-stato della Jugoslavia, come vi direbbe qualunque storico.

Note della redazione di «Bota Shqiptare»
(1) Nel 1939 gli italiani annessero l’Albania, e nel 1941 unirono Kosova ad essa, formando la cosiddetta Grande Albania. Con la fine della guerra, Kosova fu di nuovo inclusa nella Jugoslavia.
(2) Anno in cui la Jugoslavia si sciolse formalmente (2 giugno 2006 con l’indipendenza del Montenegro)”.
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Giovanni Armillotta

Dottore (vecchio ordinamento) in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Pisa, laurea conseguita a pieni voti legali. Dottore di ricerca in Storia, istituzioni e relazioni internazionali dell’Asia e dell’Africa Moderna e Contemporanea presso l’Università degli Studî di Cagliari.
Collabora alle seguenti riviste albanesi o di lingua albanese: «AlbaniaNews.it» (quotidiano on line in lingua italiana), «Bota Shqiptare» (Roma, Gazeta e shqiptarëve në Itali), «Futbolli» (Tirana), «Futbolli Shqiptar Magazine» (Tirana), «Gazeta e Re» (Prishtinë), «Illyria News» (The Only Albanian-American Newspaper, New York), ecc.

Sito web: www.giovanniarmillotta.it/ Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Commenti A.News (38)

38 commenti

  • Ivana

    Un intero treno di deportati dalla pulizia etnica, dal colore verde militare e non segnalato alla Nato, il che equivale a treno pieno di militari o di mezzi militari serbi, bombardatelo! E non dire altre falsita' sulle cause della deportazione che fai anche troppa pena cosi'.
    Comunque come dissi prima, in Kossovo non trovi un singolo kossovaro ad avercela con la Nato, tutto il contrario.
    Ti faresti bene a visitarti da uno psicologo perche' hai oltrepassato la linea rossa della salute mentale.

    Ivana Sabato, 07 Agosto 2010 10:56 Link al commento
  • Lina

    guarda che io ho detto esattamente il contrario.. ovvero che non è giusto uccidere i bambini
    il fatto è che voi distinguete tra bambini serbi e bambini albanesi
    le bombe intelligenti che voi amate tanto non riescono a distinguere la nazionalità
    sono state mandate per uccidere i serbi e invece ammazzavano tutti
    un intero treno di albanesi centrato in pieno !!!
    a me questi ragionamenti disgustano
    chi scinde una vita di un albanese da quella di un serbo non è degno nemmeno della vita che gli è stata donata

    Lina Sabato, 07 Agosto 2010 09:01 Link al commento
  • Italiano onesto

    ma tu non stai bene ..

    che c'entra la cucina con la discussione , passi da un agomento all'altro.

    Ma ve lo immaginate avere una donna che dice che era giusto uccidere i bambini ? Io rispetto sia la serbia e il kossovo.
    I kossovari hanno avuto l'indipendenza!!

    da 2 anni è uno stato .
    Il kossovo non è che ha deciso da un giorno all'altro l'ha deciso dopo uno sterminio di massa fatta dal terrorismo serbo.

    Dio ha fatto un regalo a tutti quei bambini orfani kossovari che non hanno piu la mamma perche i criminali di guerra Serbi hanno deciso di uccidere la gente .

    Spero che lei signora LIna prendesse le distanze e condanna i criminali Serbi , alcuni tutt'ora ricercati..

    Difendere i terroristi serbi ancora in circolazione è un atto gravissimo.

    Italiano onesto Sabato, 07 Agosto 2010 02:30 Link al commento
  • Lina

    grazie albania news !
    345 entrate sabato 31 luglio sulla cucina albanese !
    è il nostro record in assoluto per i sabati estivi
    smakkkkkkkkkkkk

    Lina Sabato, 07 Agosto 2010 00:22 Link al commento
  • Ivana

    Quando si fa una stima delle vittime che avrebbe avuto la Bosnia senza l'intervento Nato, si parla di cifre apocalittiche molto verosimili. Tra 1 milione e mezzo di morti e 2 milioni, per non parlare dei torturati e dei deportati.
    Questo sull'intervento Nato in Bosnia, tralasciando la Croazia e il Kosovo. Nel Kosovo le stime dei morti sarebbero stato a quattro zeri e i deportati sarebbero stati 2 milioni.
    Ora non per trascurare le tue vittime, ma c'e' una tale sproporzione nelle tue comparazioni che mi sentirei anch'io di consigliarti a cambiare pusher, perche' non voglio credere che la tua sia una mente sana! Se cosi' fosse sarebbe da rinchiudere in un manicomio prima che si mettesse a emulare gli “eroismi” dei suoi cetnici del cuore.
    Se tu almeno ci dicessi cosa sniffi, potremmo darti darti una mano. Sai, nei centri sociali italiani gli ultimi tempi circola roba brutta.

    Ivana Venerdì, 06 Agosto 2010 17:00 Link al commento
  • Ivana

    Sarajevo era stremata dai cetnici di Mladić e se la Nato non avesse deciso di attaccare le posizioni dei miliziani serbi intorno ai monti che circondavano la capitale bosniaca, queste forze insieme alle truppe regolari di Milošević avrebbero scatenato una catastrofe umanitaria senza precedenti. Si sa bene che i serbi si stavano preparando alla invasione di Sarajevo dopo aver isolata la capitale a cerchio e stremata la popolazione con missili e colpi di artiglieria senza sosta. Per il mese di Settembre sarebbe stata fissata la data d'ingresso delle truppe serbe a Sarajevo, con l'esercito di Belgrado che avrebbe attaccato in massa le altre citta'. Gli ordini di Karadžić e Mladić ai loro cetnici pare che fossero di non lasciare vivo niente e nessuno che respirasse, a Sarajevo come altrove. Questo allarmo' il Comando Nato che non attendette molto ancipando il vasto attacco dell'Agosto 1995 sulle posizioni serbe.

    Ivana Venerdì, 06 Agosto 2010 16:56 Link al commento
  • Ivana

    Hai dimenticato che ha anche ucciso oltre 1600 ufficiali, soldati e miliziani serbi responsabili del genocidio in Kossovo. Ha distrutto migliaia di mezzi militari, depositi di armi, ha danneggiato gravemente l'infrastrutura della macchina da guerra serba. Ha fatto centinaia di vittime tra i civili, vero, ma e' stato un sacrificio necessario per salvarne altri milioni. Non lo dico io ma le stesse vittime kossovare che hanno perdonato tutti gli errori della Nato.
    Ora questo il bilancio della sola Bosnia,
    [b]102.000 morti e 1.326.000 profughi[/b](fonte Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Bosnia-Erzegovina ), che secondo le stime della stessa Unione Europea in un rapporto del 1997, sarebbero stato un bilancio apocalittico se la Nato non fosse interevenuta.

    Ivana Venerdì, 06 Agosto 2010 16:54 Link al commento
  • dule

    Lina..cara mia suocera..cambia pusher finche sei in tempo...forse una buona dose ti puo far cambiare idea..su con la vita..esci fuori..fai una grigliata con gli amici..lascia perdere il PC per qualche giorno...fidati del tuo genere.

    dule Venerdì, 06 Agosto 2010 15:18 Link al commento
  • Lina

    ma io non mi faccio pagare per difendere gli onesti !!!!
    la guerra umanitaria nato ha ammazzato 2.500 donne e bambini in 78 giorni e 78 notti di bombardamenti
    se questi sono i vostri eroi siete voi a dovervi vergognare di parlare
    ammazzatevi tra voi e lasciate stare le persone che amano la vita.. in qualsiasi posto siano nate !

    Lina Venerdì, 06 Agosto 2010 14:24 Link al commento
  • vale46

    l'Unione Europea è terrorista ? l'America è terrorista?l'Italia è terrorista ?

    E la Serbia allora che cos' è ?

    Speriamo che non si faccia esplodere in Italia in quanche istituzione Usa.
    Cosi facendo inciti i serbi a fare un altra guerra ..chi sara il prossimo Bersaglio Vojvodina , Poi la Romania ?

    L'unica cosa che posso dire è che hai dei ideali sbagliati e che tutte le cose che la signora Lina dice non sono parole sue .

    Forse lei è pagata per cambiare l'opinione pubblica italiana , ma non ci riuscira perche gli italiani sono intelligenti.

    E pagata per offendere gli americani , e gli italiani?


    Vergognati


    Gli americano hanno salvato l'Europa nel 45 e allora adavano bene e guarda un po adesso gli americano sono dentati terrosti..

    Meno male che questi estremisti serbi in italia sono pochi

    vale46 Venerdì, 06 Agosto 2010 14:08 Link al commento

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