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La Corte internazionale di giustizia, il giudice della Sierra Leone e la questione Taiwan

La legalità della dichiarazione d’indipendenza è stata decisa il 22 luglio 2010 da un collegio di quindici giudici, i quali hanno stabilito ch’essa non vìola il diritto internazionale.
A favore 10: Hisashi Owada (Presidente, Giappone); Awn Shawkat Al-Khasawneh (Giordania), Thomas Buergenthal (Stati Uniti), Bruno Simma (Germania), Ronny Abraham (Francia), Kenneth Keith (Nuova Zelanda), Bernardo Sepúlveda Amor (Messico), Antônio Augusto Cançado Trindade (Brasile), Abdulqawi Yusuf (Somalia), Christopher John Greenwood (Gran Bretagna); tutti i Paesi dei giudici hanno relazioni col Còssovo.

Contro 4: Peter Tomka (Vicepresidente, Slovacchia); Abdul Gadire Koroma (Sierra Leone), Mohamed Bennouna (Marocco), Leonid Skotnikov (Russia). Singolare che il giudice della Sierra Leone si sia pronunciato contro, mentre il suo Paese ha riconosciuto il Còssovo il 13 giugno 2008 (44° su 70).

Ovviamente il rappresentante della RP della Cina, Xue Hanqin, ha finto di essere indisposto fisicamente: pronunciarsi contro l’indipendenza significava, apparentemente, infastidire gli Stati Uniti – specie dopo il favore a Washington della rivalutazione dello yuan renmimbi.

La fine questione è un’altra, gestita astutanente dagli Albanesi cossovari: Taiwan riconosce il Còssovo; ma a mio modesto parere è il Còssovo che non riconoscerà mai Taiwan, imbarazzando Pechino, per cui l’astensione per “malattia” è dovuta a ciò e non ad altre cause.

Stati che riconoscono il Còssovo, in ordine cronologico

Indipendenza: 17 febbraio 2008
1. Costa Rica 17 febbraio
2. Afghanistan 18 febbraio
3. Stati Uniti 18 febbraio
4. Francia 18 febbraio
5. Albania 18 febbraio
6. Turchia 18 febbraio
7. Regno Unito 18 febbraio
8. Taiwan 18 febbraio (non è membro dell’ONU)
9. Australia 19 febbraio
10. Senegal 19 febbraio
11. Germania 19 febbraio
12. Lettonia 20 febbraio
13. Estonia 21 febbraio
14. Italia 21 febbraio
15. Danimarca 21 febbraio
16. Lussemburgo 21 febbraio
17. Perù 22 febbraio
18. Belgio 25 febbraio
19. Polonia 26 febbraio
20. Svizzera 27 febbraio
21. Austria 27 febbraio
22. Irlanda 29 febbraio
23. Svezia 4 marzo
24. Paesi Bassi 4 marzo
25. Islanda 5 marzo
26. Slovenia 5 marzo
27. Finlandia 7 marzo
28. Giappone 18 marzo
29. Canada 18 marzo
30. Monaco 19 marzo
31. Ungheria 19 marzo
32. Bulgaria 19 marzo
33. Croazia 19 marzo
34. Liechtenstein 25 marzo
35. Corea del Sud 28 marzo
36. Norvegia 28 marzo
37. Isole Marshall 17 aprile
38. Nauru 23 aprile
39. Burkina Faso 24 aprile
40. Lituania 6 maggio
41. San Marino 11 maggio
42. Repubblica Ceca 21 maggio
43. Liberia 30 maggio
44. Sierra Leone 13 giugno
45. Colombia 7 agosto
46. Belize 7 agosto
47. Malta 21 agosto
48. Samoa 15 settembre
49. Portogallo 7 ottobre
50. Montenegro 9 ottobre
51. Macedonia 9 ottobre
52. Emirati Arabi Uniti 14 ottobre
53. Malesia 31 ottobre
54. Micronesia 6 dicembre

2009

55. Panamà 16 gennaio
56. Maldive 19 febbraio
57. Palau 9 marzo
58. Gambia 7 aprile
59. Arabia Saudita 20 aprile
60. Comore 14 maggio
61. Bahrain 19 maggio
62. Giordania 7 luglio
63. Repubblica Dominicana 10 luglio
64. Nuova Zelanda 9 novembre
65. Malawi 14 dicembre

2010
66. Mauritania 13 gennaio
67. Swaziland 12 aprile
68. Vanuatu 28 aprile
69. Gibuti 8 maggio
70. Somalia 19 maggio

Giovanni Armillotta
Dottore (vecchio ordinamento) in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Pisa, laurea conseguita a pieni voti legali. Dottore di ricerca in Storia, istituzioni e relazioni internazionali dell’Asia e dell’Africa Moderna e Contemporanea presso l’Università degli Studî di Cagliari.Collabora alle seguenti riviste albanesi o di lingua albanese: «AlbaniaNews.it» (quotidiano on line in lingua italiana), «Bota Shqiptare» (Roma, Gazeta e shqiptarëve në Itali), «Futbolli» (Tirana), «Futbolli Shqiptar Magazine» (Tirana), «Gazeta e Re» (Prishtinë), «Illyria News» (The Only Albanian-American Newspaper, New York), ecc.
Giovanni Armillotta

1 commento

  1. arbri shkodrani Rispondi

    Ho letto del Prof.Armillotta, amico dell’Albania e degli Albanesi, lo ringrazio per il suo impegno alla difesa e promozione della storia e cultura albanese dentro e fuori. Penso che l’argomento potrebbe essere oggetto di approfondimenti, non solo per il periodo recente del Kosova. Ovviamente potrebbe innescare la curiosita di molti lettori albanesi e non, che sono interessati a sapere di più, in merito ad una regione ferita dalle profonde divergenze storico culturali che lo caratterizzano. Si può fare une breve ricostruzione della storia del Kosova?

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