"Sollecito i cinque paesi che ancora non hanno riconosciuto il Kosovo, di riconoscerlo. Ho già chiarito che la separazione del territorio kosovaro non è un opzione possibile. Il governo Serbo sta rimandando l' attuazione degli accordi raggiunti, e anche se io sostengo lo status di paese candidato della Serbia, questo non potrà avvenire se i serbi non mettono in pratica gli accordi raggiunti", ha dichiarato Lunacek
Il ministro degli Esteri serbo, Vuk Jeremic, non è dello stesso parere. Commentando le parole di Lunacek, Jermic si dice convinto che il cammino della Serbia verso lo status di paese candidato all’adesione Ue non può dipendere dalla normalizzazione dei rapporti con Prishtina. “L'potesi di cambiare la politica del paese nei confronti del Kosovo per accelerare il percorso di Belgrado verso l’Ue, è verosimile alle affermazioni del passato, quando si diceva che collaborazione con il Tribunale penale internazionale dell’Aia avrebbe favorito il cammino del paese verso l'integrazione europea. Alla fine la collaborazione con il Tpi non ha aiutato la Serbia a fare progressi nel suo percorso di adesione. Non l’ha aiutata, come non la aiuterà neanche la normalizzazione dei rapporti con Prishtina”, ha spiegato Jeremic in un'intervista rilasciata all’emittente radiotelevisiva serba “Pink”.