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Le nuove tasse-salasso degli studenti universitari stranieri e fuori corso

Per chi, iscritto all’università, non è cittadino italiano o comunitario e in regola con gli esami, addio al limite fissato della tassazione: è questa una delle amare ripercussioni che si avranno a breve a seguito della spending review.A seguito di tale misura le tasse universitarie, che subiranno un rincaro generale per tutti gli iscritti all’università, diventeranno infatti un vero salasso in particolare per gli studenti fuori corso e per gli stranieri non comunitari, come denunciato da vari rappresentanti del mondo studentesco.

Con una lettera indirizzata al ministro Andrea Riccardi, al ministro Francesco Profumo e al Presidente del Consiglio Mario Monti intitolata “Chi ha già pagato non paghi più”, si è già lanciato al governo un appello forte e chiaro. Si tratta di cancellare questa discriminazione, semplicemente e senza alcun margine di discussione, perché fra le “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica” che compongono il decreto legge sulla spending review si legge una norma contro cui è già battaglia.

Una norma con cui gli atenei italiani avranno la facoltà di innalzare le tasse a seconda del finanziamento di cui ogni singola università gode, ma che legittima anche -come se non bastasse- una discriminazione per la quale si distinguerà fra i vari iscritti a seconda della loro provenienza. Si tratta, nello specifico, di poche righe riguardanti il DPR 306/1997 , che regola i contributi universitari: il nuovo decreto legge, all’articolo 7 comma 42, modifica la normativa secondo la quale un ateneo non può richiedere ai suoi studenti più del 20% dei finanziamenti ricevuti ogni anno dallo Stato, e la modifica lasciando intatto il tetto massimo soltanto per gli iscritti italiani o di un altro Paese comunitario in regola con il piano didattico.
Vi si legge, infatti, che “la contribuzione studentesca degli studenti italiani e comunitari iscritti entro la durata normale dei rispettivi corsi di studio di primo e secondo livello non può eccedere il 20% dell’importo del finanziamento ordinario annuale dello Stato”.

Come sottolineato nella lettera-appello, dunque, “Gli atenei potranno alzare le tasse universitarie agli studenti fuoricorso e agli studenti non comunitari senza nessun limite” , oltretutto comprendendo fra questi anche moltissimi ragazzi di seconda generazione, spesso vissuti più a lungo in Italia che nel Paese d’origine.

Nella lettera -che accoglie e rappresenta numerosi voci, da Khalid Chaouki (Responsabile di Nuovi Italiani – Partito Democratico) a Federico Nastasi (coordinatore RUN- Rete Universitaria Nazionale), da Marouan Oussaifi (Presidente nazionale Anolf Seconde Generazioni) a Francesca Esposito (Senato Accademico Napoli Federico II) e molti altri- si chiede dunque la completa cancellazione di tale modifica al decreto, dove simili discriminazioni non possono trovare posto se si sta parlando di istruzione pubblica.

Elena Carcangiu

Elena Carcangiu

Vice Caporedattore presso ALBANIA NEWS
Da sempre appassionata di viaggi e della possibilità di conoscenza che questi rappresentano, è stata in Albania alcuni anni fa nell'ambito di un progetto che vedeva il coinvolgimento di ragazzi sia albanesi sia italiani. Ha così potuto avere un primo approccio da nord a sud con questo Paese ancora piuttosto poco conosciuto in Italia, in un ampio giro che ha toccato tutti i centri principali (urbani e naturali) del territorio.
Elena Carcangiu

@ninaellen4

Accettare tutto, la nostra condizione, la nostra situazione, le cose che ci accadono, senza attrazione né repulsione, e senza attaccarci a nulla.
Elena Carcangiu

2 commenti

  1. A.News Piemonte Rispondi

    Fra le “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica” che compongono il decreto legge sulla spending review si legge una norma contro cui è già battaglia.

  2. Roberta Sitzia Rispondi

    EVVIVA LA LIBERTA’ E LA GIUSTIZIA. LA SCHIAVITU’ E I SOPRUSI NON HANNO IL DIRITTO DI ESISTERE.

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