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L’Ue, altro schiaffo all’Albania

Come previsto dall’Accordo di Stabilizzazione e Associazione, si è tenuto il 14-15 maggio il terzo incontro del Comitato Parlamentare tra l’Unione Europea e l’Albania (SAPC) composto da  14 europarlamentari e altrettanto membri del Parlamento albanese.
Štefan Füle
Inoltre, hanno partecipato all’incontro anche il Commissario europeo per l’Allargamento Stefan Fule e il Ministro per l’Integrazione dell’Albania Majlinda Bregu.

Molti ci speravano, anche l’Ue, che le elezioni locali dell’otto maggio scorso avrebbero cambiato la situazione in Albania dopo il limbo in cui si trovava da due anni. Enormi gli sforzi fatti per la campagna elettorale con tanto di raccomandazioni, messaggi e  inviati sul campo. Ed al primo momento è sembrato che tutto  funzionò, la giornata dell’otto maggio è stata calma e gli albanesi hanno votati liberamente.

Tutto inizia il giorno dopo, nel conteggio dei voti. Se per il resto del Paese possiamo provare a comprendere l’anomalia dell’attesa del risultato finale, lo stesso non si può dire certo per le elezioni nel Comune di Tirana, dove tutt’oggi non si chi sarà il nuovo Sindaco della capitale.

Proprio la situazione di Tirana è stato al centro del dibattito del Comitato, che del resto doveva discutere dei progressi compiuti dall’Albania secondo le raccomandazioni della Commissione europea, per fare il punto della situazione per un rapporto finale ad ottobre.

Il primo giorno dell’incontro è stato anticipato dalla lettera aperta diretta al Premier albanese Berisha da parte  del Segretario Generale del Consiglio d'Europa T. Jagland, che il Commissario Fule cita davanti al Comitato: «Egli esprime la sua preoccupazione per la situazione dopo le elezioni del Comune di Tirana. Si sottolinea che la divisione politica è diventato così grave che potrebbe minacciare il corretto funzionamento delle istituzioni democratiche, del buon governo e di un ulteriore progresso economico del paese.

Egli invita i partiti politici ad avviare un dialogo reale, un dialogo che permetterà di superare lo stallo politico. Jagland inoltre suggerisce che sia chiesto alla Commissione di Venezia  per dei consigli al fine di evitare situazioni simili in future elezioni."

Da parte loro, i parlamentari albanesi hanno espresso il loro pare noto a tutti in base alla loro appartenenza politica, ovviamente sono pareri opposti e caratterizzati dalla mancanza totale di responsabilità e delle regole.

Nella loro incapacità di discutere sul futuro del Paese al di sopra degli interessi dei partiti ma al servizio dei cittadini albanesi che sono quasi totalmente tagliati fuori dal dibattito politico risponde il Commissario Fule.

FLAMURI-YLLA mettere in prova le loro capacità è stata la bandiera nazionale presente nell'incontro dove si vedeva la stella gialla presente nel periodo comunista e che i nostri eletti non hanno notato. Oggi il Parlamento europeo si è assunto la responsabilità chiedendo scusa, un gesto nobile che manca ai nostri politici.

Infastidito dal ripetere l’ennesimo invito alle parti a dialogare, Fule fa sapere che ha chiesto a entrambi le parti e specificamente al Premier Berisha di “assicurare le elezioni dell’otto maggio, molto importanti per il rapporto finale della Commissione.”

Fule mette l’accento sul rapporto OSCE-ODIHR del 2007 dove i voti inseriti negli scrutini sbagliati erano considerati irregolari e il pre – rapporto del 20 maggio scorso dove ci sono perplessità sulla base normativa della Commissione Centrale Elettorale per rivalutare la prassi del 2007 sopracitata.

Per la terza volta consecutiva, l'incontro finisce senza una dichiarazione finale congiunta, cosa che non fa piacere alle aspirazioni di adesione dell'Albania e alla valutazione che la Commissione europea terrà conto sicuramente il 12 ottobre.

Copyright © 2012 Albania News - Registrato al Tribunale di Modena al numero 1973 del 30-09-2009

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