Ismail Ademi, detto Issi, vive in Italia da oltre 12 anni. E' un esperto interculturale e svolge il suo lavoro come consulente per aziende, enti pubblici e privati. Membro e fondatore di molte realtà associative che lavorano sull'immigrazione, ha unito al suo impegno anche la politica.
Sito web: www.marketinginterculturale.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.E più che vero che lo stato greco si impegni su l'imigrazione ma è altretanto vero che la cittadinanza non è come la dicono.Solo coloro che hanno vissuto ai confini con la grecia ne hanno i diritto di chiedere la cittadinanz,ne sa qualcosa mia sorella che vive da 12 anni in grecia con 3 figli nati in grecia.
bina Giovedì, 29 Luglio 2010 16:28 Link al commentoanche io mi aggiungo a quelli che rimangono scettici a questa novità greca. mi bastano certe testimonianze di orribili esperienze per arrivare a questa conferma. se proprio si vuole prendere come esempio Grecia che si faccia dopo che questa legge avrà ricadute effettive. non posso sicuramente negare che sia un bel passo in avanti ma bisogna vedere come e quando verrà messo in pratica. speriamo che riesca a farsi perdonare per i suoi infiniti maltrattamenti e processi di assimilazione nei confronti almeno degli albanesi. a livello di iniziativa legislativa sicuramente potrebbe esser uno spunto di riflessione per gli "indaffaratissimi" parlamentari italiani.
Diana Vogli Mercoledì, 28 Luglio 2010 18:54 Link al commentoil signor papandreou non fa tutto questo senza motivo,le elezioni sono ormai alle porte...un cittadino=1 voto
p.s.dule oggi fa un freddo pazzesco nel deserto
la mia buonanotte
da un beduino
Sono d'accordo con te Darina. Non è giusto pagare le tasse, avere una casa e fare figli in uno stato ma essere comunque legalmente straniero. Chi vive in Grecia li SPETTA la cittadinanza dopo un tot di anni. Mia figlia, qua in Italia, è venuta che aveva 2 anni. E' giusto che si senta cittadina Italo-Albanese come per chi è nato in grecia.
Mi fa piacere che la Grecia piano piano si decida a risolvere i problemi dell'immigrazione che da anni ha ignorato (per non dire maltratatto).
Io resto in attesa di vedere quanto questo impegno verrà realmente rispettato. Certo è, che è sorprendente come la Grecia diventi un esempio, ma è proprio la sua politica assolutamente intollerante fino a ieri ( e secondo me anche ad oggi) che frena l'entusiasmo dei lettori.
C.m.q, io se fossi immigrata in Grecia accetterei volentieri la cittadinanza greca,poiché esattamente come tutti gli immigrati in Italia, anche coloro che sono in Grecia si meritano di essere considerati alla pari con chi come loro pagano le tasse e contribuiscono alla crescita del paese, e non trovo assolutamente nessuna soluzione al benessere mancante tornando in Albania.
Dopo anni di sacrifici, oltre all'annientamento dell'identità, l'Albania silenziosa ancor oggi, non può permettersi di accogliere i migliaia di albanesi immigrati in Grecia.
Sono daccordissimo con Caiazza.
Aggiungerei.. piuttosto che avere la cittadinanza greca prefrisco essere un clandestino a Burundi. Preferisco a raccogliere cartoni e mangiare un pezzo di pane con due olive in Albania. Mi auguro tanto che quelli che si trovano in Grecia ritornino a casa propria e costruire il proprio Paese, invece di fare gli schiavi a quei beduini..
Anche la Grecia...
Ecco la mia prima reazione alla lettura di questo articolo. La Grecia non è esattamente un modello per le sue politiche migratorie. Basta il dato sulle concessioni di asilo politico, che è praticamente pari a zero.
Eppure, anche la Grecia può diventare un modello per l'Italia.
Adessso si potraà dire "almeno si faccia come in Grecia...".
E resto dell'opinione che questa invocazione, fatta ad alta voce, non sommessamente, "si faccia almeno come in Grecia", debba venire innanzitutto dal mondo delle migrazioni, appropriandosi di un tema, quello della cittadinanza, che è "IL" tema, non solo per gli immigrati e per i loro figli, ma per l'intera comunità di uomini e donne, maggiorenni e minorenni che vivoo entro i confini dell'Italia e sono soggetti alla sua legge.
Mi ha fatto piacere trovare ieri questo articolo di Ademi sulla cittadinanza: mi è sembrato simbolico anche di una assunzione di ruolo di Albanianes. Mi ha fatto meno piacere vedere che ancora oggi non ha ricevuto commenti, come invece accade su argomenti considerati caldi in cui le reazioni si scatenano e si rincorrono. La cittadinanza è l'argomento cardine: tutto passa di lì. Anche l'integrazione diventa più vera, cominciando a battersi (come si può, anche semplicemente qui, ma poi ci sono i dibattiti, le conferenze, le manifestazioni, c'è il web, c'è la rete... c'è tanto) cominciando a battersi per acquisire il diritto alla cittadinanza.
E' vero, è estate, si va al mare, si pensa ad altro... Andiamoci al mare, ma non ci restiamo tutto l'anno.
Buona Estate