La risoluzione composta da 114 emendamenti ed elaborata dal europarlamentare greco Nikolaos Chountis, era all’ordine del giorno della Commissione il primo giugno scorso, ma la sua approvazione è stata rimandata per dare un segnale alla classe politica albanese di impegnarsi nella soluzione della crisi interna. In verità è servita a poco insieme allo sforzo dei due maggiori gruppi parlamentari europei, i cui presidenti sono scesi in campo di persona.
Nella risoluzione, i parlamentari europei riconoscono i progressi compiuti dall’Albania dall’inizio del suo cammino verso l’UE. Ovviamente, come è d’obbligo, richiamano la politica albanese a “dialogare”, “collaborare” e “fare le riforme” necessarie per l’integrazione europea del paese.
L'Albania ha compiuto progressi in materia di riforme politiche ma deve fare di più per contrastare la corruzione, estesa ad ogni livello come confermato dai rapporti annuali internazionali. Servirebbero ulteriori sforzi per consolidare la democrazia e lo Stato di diritto e promuovere lo sviluppo sostenibile del Paese, compresa la riforma del sistema giudiziario e la lotta contro la corruzione.
Inoltre nella risoluzione viene richiesto di porre fine alla crisi politica in corso dalle ultime elezioni parlamentari del giugno 2009. Per gli europarlamentari, garantire il pieno funzionamento delle istituzioni è fondamentale, in particolare del parlamento, “spina dorsale di un sistema consolidato democratico e (...) un criterio politico importante per l'integrazione nell'UE".
Un altro requisito indispensabile per l'Albania per l'adesione all'UE è la riforma giudiziaria, in particolare l'esecuzione delle sentenze e la garanzia della separazione dei poteri in una società democratica. “Un sistema giudiziario trasparente, imparziale, efficiente e indipendente da ogni pressione politica e di altri o di controllo, è fondamentale per lo Stato di diritto”, precisano i deputati europei.
E infine la questione della liberalizzazione dei visti. In Albania l’opinione pubblica è divisa tra chi crede che si sta ottenendo grazie alle riforme del governo nonostante il ritardo causato dall’opposizione di Rama, e chi accusa il governo Berisha di averla ritardato per via della corruzione, il malgoverno e la pressione sui media. , tutto questo ha “frenato” l’Ue a concedere la libera circolazione anche agli albanesi. Ma la responsabilità è dell’intera classe politica che non sembra grado, o meglio, non vuole impegnarsi per risolvere i problemi interni arrampicandosi agli specchi.