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Stessa terra con in mezzo il mare. Convegno sulla cooperazione Puglia-Albania

Dagli Illiri al sogno moderno di costruire un’unica terra con in mezzo un mare. A Francavilla Fontana il convegno “Puglia e Albania, uno storico legame di amicizia e interscambio, proiettato verso l’Europa”.Al Teatro degli Imperiali di Francavilla Fontana, alle ore 18 del 25 maggio, si terrà il convegno dal titolo Puglia e Albania, uno storico legame di amicizia e interscambio, proiettato verso l’Europa“. L’evento è organizzato dalla neonata Associazione Illiria ma, a conferma del rilievo culturale dell’iniziativa, ha ottenuto il patrocinio della Repubblica d’Albania – Consolato Generale di Bari oltre a quello del Comune di Francavilla Fontana, della Provincia e della Camera di Commercio di Brindisi e del Consorzio di cooperative sociali Nuvola.

Nel corso dell’evento si parlerà del dialogo plurisecolare tra la Puglia e l’Albania, con lo scopo di promuovere le culture dei due popoli e la volontà di tracciare un comune percorso storico e archeologico sulle orme delle popolazioni Illiriche. Al contempo però, si cercherà di intrecciare il passato con un presente fatto di relazioni economiche e sociali sempre più intense (la stessa Associazione Illiria ha, tra i suoi obiettivi, l’assistenza sia ai cittadini italiani che vogliono relazionarsi con l’Albania sia ai cittadini albanesi che vivono in Puglia), il tutto guardando a un futuro nel quale il Paese delle Aquile si auspica diventi presto parte integrante dell’Unione Europea.

Ospite d’onore del convegno, il Console Generale dell’Albania in Bari, Bashkim Bekteshi. “Albania News” ha intervistato Albana Hakani, archeologa specialista in conservazione dei beni culturali in servizio presso il Ministero della Cultura, del Turismo, dello Sport e della Gioventù della Repubblica d’Albania.

Terrà una relazione sul tema “L’Albania tra passato e futuro: storia di un Popolo e del suo legame con la Puglia”. Come definirebbe il “presente” di questo rapporto secolare?

Il “presente” di questo rapporto, questo legame direi, non può essere preso in considerazione come distaccato dal passato, di cui è il risultato. Comunque, se si guarda indietro, mai nella nostra storia comune c’è stato un rapporto di interscambio così intenso, multidimensionale e così esteso come quello che c’è oggi.

I rapporti bilaterali dei nostri governi hanno fatto sì che prendessero vita molti progetti che hanno contribuito a migliorare la vita di tanti albanesi, offrendo al contempo, all’Italia e agli italiani, nuove opportunità economiche. Molti progetti sono stati realizzati, specialmente nel campo della medicina e della sanità, delle infrastrutture, dei trasporti, del commercio e del turismo ma anche nel campo universitario, della cultura, della tutela e valorizzazione del patrimonio storico ed archeologico. Il numero degli studenti albanesi che frequentano le Università pugliesi cresce sempre di più e molto numerosi sono anche coloro che scelgono di vivere sulla sponda opposta dell’Adriatico. Basti pensare che più di ventimila albanesi vivono in Puglia e sono oggi la comunità straniera più numerosa e integrata in Italia.

Dall’altro lato, sono tanti i pugliesi che lavorano in Albania ed ogni fine settimana prendono l’aereo per tornare alle proprie case con la facilità di veri e propri pendolari all’interno di un’area socio-economica unica. Tanti di loro hanno messo su famiglia in Albania e viceversa. Tanti turisti pugliesi, inoltre, hanno oggi la curiosità e la voglia di conoscere l’Albania, la terra al di là del mare.

Se potessi guardare questo “presente” attraverso gli occhi degli Illiri, nostri antenati comuni, direi che abbiamo realizzato il loro sogno di costruire un’unica terra con in mezzo un mare.. Noi, i loro figli, abbiamo imparato a conoscerci, a convivere insieme, ad aiutarci a vicenda e a volerci bene, ritornando ad essere quasi un unico popolo.

Si parla tanto di Macro-regione Adriatica come se si “inventasse” oggi, dopo i flussi migratori degli ultimi 20 anni dall’Albania all’Italia, una storia comune. Ma negli Illiri, Puglia e Albania hanno una radice secolare. Cosa è rimasto di quel “passato” lontano?

Questa Macro-regione è nata più di 3000 anni fa. Già nel lontano 1200 A.C gli Illiri arrivarono in Puglia, prima con gli Iapigi e poi con i Messapi, tribù provenienti dall’Albania meridionale. Il Salento fu popolato da insediamenti messapici dei quali sono rimasti importanti resti, visibili ancora oggi, in vari siti archeologici. I ritrovamenti più antichi sono stati effettuati in scavi archeologici in alcune grotte vicine a Otranto e Roca, mentre i primi insediamenti stabili sono stati individuati nelle città di Oria, Cavallino e Vaste. Sono gli Illiri il punto del passato più lontano, ma più certo, nel legame che c’è tra la Puglia e l’Albania. Loro, già in quei tempi lontanissimi, hanno sempre trovato il modo di comunicare, di relazionarsi, di convivere con le popolazioni autoctone che hanno incontrato una volta oltrepassato il mare. Sono questi alcuni dei tanti valori che ci hanno trasmesso gli Illiri. Sono stati loro quelli che hanno costruito il ponte sull’Adriatico per unire le nostre terre oggi e in futuro. Per tale ragione, quello che è rimasto di quel “passato” lontano è l’inestimabile patrimonio storico-archeologico e i valori sopraindicati.

E’ appropriato parlare di un’unica area geografica formata da due terre separate dal mare Adriatico e da un’unica grande popolazione?

Una storia di tre millenni, fatta di condivisioni, non ci lascia alcun dubbio. La risposta è sì. Da sempre i nostri popoli sono, in realtà, un unico grande popolo, non separati ma uniti da un unico mare, capaci di aiutarsi nelle difficoltà e di convivere pacificamente e prolificamente.

Gli arbëreshë sono ancora oggi una comunità vitale sul nostro territorio. Quanto hanno contribuito a tenere viva la cultura albanese in Italia?

Gli arberesh giunsero in Puglia durante il XV secolo, specialmente dopo la morte di Giorgio Castriota Skanderberg, eroe nazionale dell’Albania. Loro hanno fondato comunità che sono a tutt’oggi diffuse in quasi tutte le regioni dell’Italia meridionale. La comunità di origine albanese più numerosa è quella che vive in Puglia. Proprio non lontano da qui, a San Marzano, si stanziava una comunità arberesh, la cui identità è ancora oggi intatta. Pur non avendo più contatti con la patria, invasa dagli Ottomani per ben 500 anni, gli arberesh hanno tenuto viva la loro cultura, i loro costumi e la loro lingua tramandandoli ai propri figli. La lingua arberesh, che viene ancora parlata come dialetto locale, è stata riconosciuta, dall’Unesco, assieme alla cultura di questo popolo, come “patrimonio spirituale” dell’umanità.

Che valore aggiunto stanno invece portando all’Italia gli albanesi di seconda generazione?

Un valore importante è proprio quello di sentirsi italiani, allo stesso modo di come si sentono albanesi. Vogliono bene e partecipano alla crescita e alla prosperità di questo Paese, che oggi è la loro patria, contribuendo a creare una solida unità con l’Albania, pronta ad essere parte dell’Unione Europea.

Il 2012 è un anno importante perché ricorre il centenario dell’Indipendenza del popolo albanese. Secondo lei che “futuro” aspetta gli albanesi?

Il futuro di noi albanesi sarà quello che noi stessi sapremo costruirci. Io sono fiduciosa. Credo che, grazie ad un’ormai solida maturità, che si riflette anche sulle riforme e sulle politiche adottate, siamo pronti ad entrare in Europa. Non dimentichiamo che siamo un popolo che è sempre stato, e si è sempre sentito, parte dell’Europa. Siamo un popolo che ha sofferto, che ha conosc
iuto la povertà e le privazioni, ma che non ha mollato mai e ha lottato per rinascere e conquistare la democrazia e i suoi valori… un popolo così, non può che avere un futuro luminoso.

Barbara Minafra

Barbara Minafra

Barbara Minafra

2 commenti

  1. ALBANIA NEWS Rispondi

    Al Teatro degli Imperiali di Francavilla Fontana, alle ore 18 del 25 maggio, si terrà il convegno dal titolo “Puglia e Albania, uno storico legame di amicizia e interscambio, proiettato verso l’Europa”.

    Albania News ha intervistato Albana Hakani, archeologa specialista in conservazione dei beni culturali in servizio presso il Ministero della Cultura, del Turismo, dello Sport e della Gioventù della Repubblica d’Albania.

  2. Idi Georgeos Skevis Rispondi

    PUGLIA ERA LEGATA SE MAI CON REGIONE EPIRUS (HPEIROS) , NIENTE A CHE FARE CON ILLYRIA.DOPO L INVASIONE ROMANO DELLA GRECIA ALLORA SI DA EPIDAMNOS (DURAZZO) COMINCIO UN PONTE DI LEGAME FRA 2 PAESI.NON CONFONDETE MAGNA GRECIA (MEGALI ELLADA) CON ALBANIA.SONO 2 COSE BEN DIVERSE.

  3. Franco Tagliarini Rispondi

    Complimenti a Barbara Binafra per questo articolo che da notizia di un interessante Convegno che conferma i legami storici e umani tra l’Albania e la Puglia. Solo con un approfondimento degli eventi che nei secoli hanno legato l’Albania e l’Italia si contribuisce a consolidare quell’amicizia reciproca che già ora è la base della convivenza civile delle due popolazioni.
    Un augurio a continuare su questa strada per un futuro di crescita e prosperità per i nostri due paesi, augurandoci che presto l’Albania entri nella Comunità europea.

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