Quella scossa che il Partito Socialista albanese chiama “innovazione”
Si scuote il Partito Socialista albanese. Nel giro di alcune settimane i cambi all’interno della principale forza di opposizione sull’altra sponda dell’Adriatico sono stati di una portata straordinaria.Il leader del partito rosa Edi Rama con il Congresso ordinario e la riunione dell’Assemblea Nazionale del Partito ha ristrutturato la propria politica e gli uomini in vista delle elezioni parlamentari del 2013.
Qualche anno fa seguendo le politiche di Barak Obama, Rama cantava il motto “oltre la sinistra e la destra” e accusava la “vecchia politica” (leggi Berisha, Nano e Meta, ovvero chiunque altro tranne lui) di tutti gli mali dell’Albania. Ma oggi l’ex innovatore Rama si è immerso totalmente nella realpolitik, e quindi in base alla sua nuova linea conciliatrice, nelle strutture del Partito, sono rientrati i membri della “vecchia guardia”. Nel mentre sono stati presi provvedimenti severi per gli “indisciplinati” oltre ad alcune sorprese inaspettate.
Per quanto riguarda i primi Rama ha reintegrato nel partito socialista alcuni dei principali collaboratori dell’ex primo ministro socialista Fatos Nano, lo stesso che Rama sfidò per arrivare a capo della fazione che guida. Costoro furono i primi “perseguitati” colpiti dall’operazione estetica che l’ex Sindaco di Tirana intraprese appena si sedette nella poltrona più importante dell’ex-Partito del Lavoro. L’accusa che piombava su di loro, unica eccezione per la quale Rama e Berisha si sono trovati d’accordo, è che erano i simboli della corruzione negli otto anni del governo Nano (1997-2005), e che come tali andavano ripuliti.
Ebbene, oggi una gran parte di essi è stata riabbracciata calorosamente da Rama. Per qualcuno questa pratica conciliatrice è stata giudicata come un’autocorrezione di Rama deputata a ricompattare la sinistra tuttavia si potrebbe anche optare, nel giudicare quest’azione, per un’instabilità morale da parte di Rama il quale è andato a leccare lì dove ha sputato, come sostiene un vecchio detto albanese. Non è la prima volta, visto e considerato che anche partiti come il PDK (i democristiani) già insultati pesantemente da Rama (ex-alleati di Berisha fino al 2009) dopo la loro espulsione sono stati accolti con le braccia aperte dai socialisti.
Ma passiamo dal primo gruppo dei riconciliati, al secondo, o per meglio dire quello degli “insorti”, dai quali si è salvato in extremis lo scrittore Ben Blushi, grazie alla sua posizione rivista, ma non Kastriot Islami, sul quale la mano di Rama è caduta pesante. Infatti, è stato comunicato ufficialmente che l’ex-ministro degli Esteri del governo Nano sarà espulso dal gruppo parlamentare del Partito Socialista, per non aver tenuto la linea politica di quest’ultimo. Oltre a lui, un’altro “ribelle”, il parlamentare Andis Harasani, se non ha ricevuto lo stesso trattamento, poco ci è mancato. Sicuramente, Rama non poteva accontentare tutti, ma d’altro canto doveva dare anche l’esempio che non tutti quelli che si ribellano a lui saranno trattati con amore, perché una simile tendenza sarebbe stata altrettanto pericolosa per la stabilità interna.
Le sorprese invece riguardano altri due parlamentari del raggruppamento socialista. Il primo, l’ex primo ministro Pandeli Majko, il quale, si è venuto a sapere, intende intraprendere una carriera internazionale candidandosi in un importante carica in seno alle Nazioni Unite. Per quanto concerne invece la giovane Rudina Seseri, questa ha mollato scegliendo la carriera professionale e la vita familiare negli Stati Uniti. Entrambi questi seggi nel Parlamento albanese saranno occupati automaticamente dai candidati successivi nelle liste chiuse elettorali, sempre in seno al Partito Socialista.
Va segnalato anche un’altro episodio, dal mio punto di vista grave, del quale i media non hanno mai parlato. L’ultimo Congresso del PS ha eletto come membro dell’Assemblea Nazionale anche l’ex-Capo Procuratore della Repubblica Theodhori Sollaku, su proposta diretta di Edi Rama. Con questa mossa Rama ha dato ragione a Berisha che alcuni anni fa condusse un’aspra battaglia contro Sollaku, fino a rimuoverlo dalla sua carica.
Tutti videro nelle azioni di Berisha un tentativo del Governo di controllare anche la Giustizia, ma integrandolo nel Partito Socialista Rama ironicamente ha dato ragione a Berisha che accusava Sollaku proprio di essere il Procuratore dei Socialisti e non della Repubblica. Dopo aver politicizzato l’intera ONG “Mjaft” integrando i suoi attori principali all’interno del PS, Rama ha infilato le mani anche sul sistema Giudiziario, rendendo in questo modo una missione impossibile il crearsi in Albania di una società di liberi cittadini e professionisti non necessariamente affiliati ai partiti politici.
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