
Ieri pomeriggio è terminata la permanenza di Rezart Taçi, presidente della compagnia Taçi Oil, nel carcere 302 di Tirana. La Corte d’Appello ha accolto il ricorso dei suoi legali modificando la misura cautelare decisa dal Tribunale di Primo Grado: Taçi ha l’obbligo di presentarsi in procura di lunedì alle 14.30.
Scontata la linea della difesa. Per i suoi legali, Taçi non comporta pericolo pubblico e si è dimostrato disponibile a rispettare le sentenze della giustizia albanese. Per di più, il loro cliente non ha precedenti penali ed è uno dei maggiori contribuenti dello stato albanese.
Diversa la sorte per le due guardie del corpo che erano presenti nell’aggressione contro l’editore del quotidiano Tema, Mero Baze. Per Bledar Lilo, la Corte ha disposto gli arresti domiciliari, invece l’altra guardia del corpo, Irgen Selfo, rimane in carcere perché ha accettato di aver colpito Baze, dichiarando di non sapere che fosse un giornalista.
Dopo l’esposizione di Baze in procura, Taçi è accusato di averlo aggredito la sera del 2 novembre scorso e rischia fino a due anni di reclusione. Taçi si è consegnato tre giorni dopo alla Polizia di Stato, negando di aver usato la violenza contro Baze, ma il Tribunale di Primo grado ha deciso la misura di custodia cautelare in carcere. Vi è rimasto per 14 giorni fino a ieri pomeriggio.