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Situazione preelettorale in Albania

La campagna elettorale in Albania è iniziata da prima che il Presidente della Repubblica decretasse la data delle elezioni politiche che si terranno il prossimo 28 giugno. I media albanesi ci bombardano con il tour “Il Dialogo con l’Albania” che Edi Rama, leader dell'opposizione, ha intrapreso subito dopo essersi eletto alla guida del PS nel 2005. Come risposta, il Primo Ministro, Sali Berisha, si cimenta nel tour “L’Albania sta cambiando", avventura che ha iniziato circa un anno fa in occasione dell'invito ufficiale per l’adesione del paese alla NATO.


Da allora, Berisha gira l’Albania con alle spalle una banderuola gigantesca in cui si può notare un viale alberato e soleggiato. Inizialmente, era difficile identificare da quale parte dell’Albania parlava il Primo Ministro, ma da quando lo stesso sfondo appare allo schermo ogni volta che è in tour, ci si è resi conto che anche la banderuola è frutto della manipolazione dell'immagine cambiata dell'Albania.
Come in tutte le campagne elettorali, le manipolazioni sono all'ordine del giorno, e quelle elaborate meglio ci vengono serviti dai mass media, trasformati in militanti e diventati il tormento della disinformazione senza scrupoli.

I media pro-Berisha cercano di convincerci che, durante il mandato del governo Berisha, in Albania sono stati investiti circa 600 milioni di euro per l’infrastruttura stradale, 300 milioni per la sanità, 70 milioni per la scuola; sono stati costruiti 10 centrali idroelettriche e  sono stati rilasciati le autorizzazioni per la costruzione di quattro parchi energetici. Per di più è stato creato un clima favorevole per lo sviluppo del business e degli investimenti stranieri, la crescita economica viaggia a due cifre, il sistema bancario è super sicuro, e l’Albania è immune dalla crisi mondiale. Anche stipendi e pensioni sono stati raddoppiati, gli investimenti pubblici e stranieri sono presenti in tutti i settori, l'Albania ormai è nella Nato e presto sarà membro dell’UE.

In altre parole, l'Albania viene descritto come il paradiso europeo del ventunesimo secolo e lo è diventata grazie all’operato del governo Berisha. È quanto ci raccontano TVSH, la televisione pubblica nazionale, TV Klan, una delle emittenti nazionali privati maggiori e quotidiani quali Gazeta 55 e Rilindja Demokratike.

Dall’altra parte, Top Channel, la maggiore tv nazionale privata, non smette di allarmarci che il paese è pieno di altri Gërdec vaganti; il primo ministro è immischiato in faccende criminali, sua figlia è fuori controllo negli affari con i vari Faslliç e suo figlio dal 15 Marzo del 2008 gli ha reso la vita difficile; l’Albania sta nel buio, anche se le interruzioni di energia per il 2008 sono state al minimo, grazie alle precipitazioni record durante questo inverno. Top Channel ci descrive un paese dove la gente si ammazza, dove la polizia ha fallito nella sua missione, dove la procura è sotto il controllo politico, dove il Presidente e il Primo Ministro non parlano fra di loro, dove il Presidente del Parlamento, pur essendo una donna, viene rappresentata come un uomo. Inoltre il Primo Ministro è un autocrate e Ilir Metà, leader del secondo partito di opposizione è un fallito e senza alcuna visione.

Per questa parte dei media albanesi, tutti i leader politici attuali sono arrivati al capolinea. L’unico che garantirà la salvezza della nazione si chiama Edi Rama e la sua vita è cominciata da quando è stato eletto leader del Partito Socialista. Non si può dire nulla sul suo passato e le sue responsabilità, solo il presente e il suo futuro da imperatore sono importanti per Top Channel.

Dallo schermo di Top Channel si evince che Tirana è la capitale più dinamica e piena di potenzialità d'Europa. La più pulita, la più colorata, la migliore, la più verde. Chiamatela come volete, per Top Channel, questa è la Tirana costruita da Edi Rama. Per di più, durante il suo mandato, il Comune di Tirana è riuscito ad estendere le aree verdi in 4.5metri quadri per abitante (per gli ambientalisti sono solo 0.2 m2); sono stati piantati 800 mila alberelli in otto anni e altrettanti saranno piantanti quando Rama diventerà primo ministro (mentre i macedoni in un giorno hanno piantato due milioni di alberelli).

Edi Rama è l'alternativa moderna che serve all'Albania. Non ha bisogno di dircelo di persona. In questa campagna elettorale vano di voga i portavoce collettivi: i media. Non sono solo le edizioni di Top Channel a ripeterci questo refrain, ma anche altri emittenti televisive quali News24, Vision Plus e la stampa "indipendente" come i quotidiani Panorama, Shekulli, Shqip, Gazeta Shqiptare, e altri ancora.

Dunque, la gara dell’attuale campagna elettorale è iniziata tra Tv e giornali che si prestano a trasformarsi in trasmettitori pericolosi della manipolazione dei partiti, più di ogni altra campagna precedente. Ormai i partiti non devono preoccuparsi della copertura mediatica, perché sono i media che corrono ovunque si trovino i loro beniamini politici.

Il gioco questa volta è più duro e sofisticato. E si gioca barando più di prima. La si fa attraverso l'immagine, i sondaggi fantasma, gli spot ingannevoli e i programmi lavacervello.  Oggi, i media si sono strumentalizzati più di quanto gli stessi partiti politici avrebbero voluto che ciò succedesse, trasformandosi in portavoce volontari e ridicoli delle verità inventate senza fatica.

Questo è il punto più dolente della situazione preelettorale in Albania. Un media svenduto, ci toglie la possibilità di credergli anche quando l'informazione offerta è reale e precisa. Pertanto la campagna, le elezioni e i risultati rischiano di essere più manipolate di quelle precedenti.
I media influiscono negativamente nella formazione di immagini e opinioni soggettive, bombardandoci con montature create dalle parti che si contendono il potere. Gli unici perdenti in questa battaglia irresponsabile e non professionale, sono gli elettori violati sia dai media che dalla politica.
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