Personale locale avrà il compito di allestire un help desk che farà da tramite con la normativa e la burocrazia del posto. Un’occasione utile sia per chi porta capitali che per chi li riceve.
“Il nostro obiettivo è duplice. Da una parte vogliamo aiutare l’Albania a mettersi alle spalle il più velocemente possibile la storica condizione di Paese sottosviluppato. Dall’altra vogliamo dare ai nostri imprenditori la possibilità di esplorare nuovi mercati, come quello dell’Albania e degli altri Paesi dell’Est europeo”. Per l’assessore alle Attività Produttive del Comune di Cerignola, Michele Romano, “chi, tra i nostri imprenditori, cercherà di conquistare spazi di mercato nell’area balcanica potrà finalmente contare su una sponda fornita dalla presenza di enti come il nostro, che garantiranno istituzionalmente i rapporti con i partner albanesi”.
Sono passati appena 5 mesi dall'ultimo accordo (su Albania news ne avevamo scritto l'8 settembre 2010) con la regione albanese e la città di Fier. Ma il nuovo protocollo d'intesa controfirmato dal Comune di Cerignola e dalla Provincia di Foggia, che finanzia una serie di attività di carattere imprenditoriale, istituzionale e culturale fa capire che non si vuole perdere tempo sulla strada della cooperazione trasfrontaliera.
Fier, 100 km da Tirana, ha una posizione strategica nel paese, è vicina al più grande giacimento petrolifero dell'Albania e una vocazione produttiva che promette crescita e sviluppo. L’obiettivo del protocollo è far fruttare al meglio le conoscenze e le competenze degli imprenditori agricoli affinché le risorse vengano adeguatamente valorizzate e si possa formare a Fier manodopera specializzata. Le condizioni climatiche favorevoli, peraltro analoghe a quelle foggiane, e la vicinanza dei fiumi Seman, Gjanica e Vioussa, costituiscono una garanzia in più per lo sviluppo del business così come la disponibilità di un consistente bacino occupazionale.
Il know how tecnologico degli operatori pugliesi verrà messo a disposizione dei partner albanesi che, dal canto loro, contribuiranno a creare le condizioni per la commercializzazione dei prodotti alimentari pugliesi nella regione di Fier sull’onda della crescente domanda di prodotti “Made in Italy” verso i quali il consumatore albanese è fortemente attratto. Nel sottolineare che l’Italia rappresenta, nonostante una lieve flessione sul totale dell’interscambio albanese (34% nel 2008; 33% nel 2009), il primo partner commerciale dell’Albania, con una quota pari a circa il 33% dell’intero commercio albanese, va rimarcato che l’Albania gode di un accesso preferenziale al mercato dell’Unione Europea, beneficiando di agevolazioni fiscali sulle esportazioni.
Secondo il rapporto congiunto Ice/Mae, nel 2010 non sono mancati, nonostante la crisi, segnali di ripresa. Nel primo semestre del 2010 le importazioni albanesi sono cresciute del 3%, raggiungendo così 1.601 milioni di euro contro i 1.552 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. Variazioni positive si sono registrate anche per le esportazioni albanesi (595 milioni di euro) con un aumento del 23% rispetto al primo semestre 2009. In particolare, secondo il Ministero dell’Agricoltura di Albania, negli ultimi due anni le esportazioni dei prodotti agroalimentari sono aumentate del 25%.
“E' un progetto di collaborazione molto importante – spiega il sindaco di Cerignola Antonio Giannatempo – che prevede una serie di iniziative in grado di favorire lo sviluppo economico dei due territori. E’ un’opportunità di crescita per i nostri imprenditori e per quelli albanesi, in particolar modo nel settore agroalimentare, in considerazione della vocazione fortemente agricola sia del Tavoliere e più in generale della Capitanata da una parte, che della regione di Fier dall’altra. La firma del protocollo d’intesa significa anche rafforzare l’amicizia tra due popoli divisi solo da una lingua di mare Adriatico, che è una casa comune”.
Il territorio di Fier è però anche una promessa turistica. Paesaggisticamente è splendido ma le coste sono difficilmente raggiungibili a causa di una viabilità inesistente. Per questo, firmando il protocollo, è stata sottolineata la necessità di progetti per il miglioramento delle infrastrutture necessarie a far sì che il potenziale naturalistico finora inespresso venga utilizzato per fare del turismo un mezzo di crescita economica diffusa.