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L’Albania nell’economia della conoscenza: “link” tra 10 università adriatiche

Lo sviluppo della Macroregione Adriatica si “laurea” in cooperazione. A Trani dieci università transfrontaliere hanno sottoscritto un accordo per costruire una cultura comune secondo le principali direttive comunitarie, in materia di sviluppo sostenibile, trasporti, governance, riforma dei programmi scolastici e istruzione superiore.L’obiettivo è contribuire alla piena integrazione tra il mondo accademico italiano e quello balcanico creando una rete di rapporti sempre più stretti con le società e le economie dei Paesi d’oltre Adriatico e del bacino mediterraneo, nel quadro di una rinnovata politica europea di vicinato.

Ma si tratta anche di un progetto di reciprocità tanto più importante quanto più pesanti sono gli effetti dell’attuale crisi sull’economia globale, condizione che rischia di ostacolare la piena integrazione dei Balcani nell’Unione Europea e condizione essenziale per democrazie stabili.

Il progetto si chiama “Alum – Adriatic Linked Universities” ed è stato presentato dalla Lum Jean Monnet, l’università di Casamassima-Bari che si propone quale sede del segretariato della nuova rete tra gli Atenei di Italia, Albania, Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Grecia e Romania. Rete che potrebbe costituire un importante strumento a sostegno della cooperazione adriatico-ionica.

Per il rettore della Lum Jean Monnet, Emanuele Degennaro è stato firmato un accordo che “mettendo insieme dieci Università dell’Adriatico consente di fare progetti di ricerca comuni, dottorati di ricerca internazionale, interscambio di docenti e studenti, scambi culturali e internazionalizzazione delle rispettive Università. Le aspettative? Consentire una crescita sia dei loro territori, dei loro studenti, dei loro docenti sia dei nostri, a cui si dà la possibilità di andare lì e carpire da queste università, dal mondo culturale balcanico e adriatico, quelle che sono la cultura e le conoscenze del posto per capire quello che si può fare insieme per far crescere e sviluppare i territori e le imprese”.

Illyria University of Tirana è il partner albanese del progetto “Alum – Adriatic Linked Universities” che oltre all’Ateneo italiano ne coinvolge altri 8: Megatrend University (Serbia), Podgorica Mediteran University (Montenegro), South East European University of Tetovo (Macedonia), University of Macedonia of Thessaloniki (Greece), University of Primorska (Slovenia), University of Pristina (Kosovo), University of Rijeka (Croatia) e University of Travnik (Bosnia and Herzegovina).

Il progetto
Migliorare gli standard qualitativi di formazione e ricerca universitaria nell’area euro-mediterranea nei settori in cui l’istruzione superiore svolge un ruolo rilevante per la regione e il suo sviluppo socioeconomico, come la riforma della pubblica amministrazione o l’internazionalizzazione delle imprese, significa costruire le basi per la penetrazione delle politiche europee attraverso la cooperazione a livello decentrato. Di qui il ruolo di primo piano di enti locali e centri di ricerca e università, di reti scientifiche e di piccole e medie imprese quali motori possibili per lo sviluppo di relazioni non solo culturali, ma soprattutto economiche, sociali e politiche, secondo uno dei punti centrali della strategia di Lisbona che mira a costruire “l’economia della conoscenza”.

A livello geografico, la novità principale del Forum delle Università dell’Adriatico è l’inserimento, a pieno titolo, dell’area adriatica nel partenariato euro-mediterraneo e la priorità data a quattro Paesi: Albania, Montenegro, Croazia e Bosnia-Erzegovina. Allo stesso tempo c’è la possibilità di ampliare l’area di cooperazione interuniversitaria a quei soggetti che sono già attivi da anni in questo campo, come Unimed, il consorzio che riunisce 85 università europee e mediterranee anche nell’area adriatico-ionica (in Albania sono associate l’Università di Tirana e l’Università americana di Tirana).

Obiettivi del Forum Oltre alla definizione della ricerca interdisciplinare nel campo dello sviluppo sostenibile legata alle comunità e ai territori, all’economia e alla finanza fino ad arrivare al tema dell’ambiente, il progetto punta ad un sistema di cooperazione permanente tra università, centri di ricerca e istituzioni scientifiche specializzate, sia enti privati che pubblici, attraverso specifici programmi di scambio in grado di migliorare la mobilità di docenti e studenti.

Sono inoltre in cantiere:
l’istituzione di un Master of Science in Studi dell’Adriatico per promuovere l’integrazione e la mobilità universitaria e favorire una maggiore mobilità di docenti e studenti all’interno dell’area adriatica;

l’istituzione di un master interdisciplinare (Mba o Master) su politiche volte a garantire lo sviluppo dell’area adriatica (nel settore dell’ecologia, trasporti, commercio, turismo, arte e cultura, ecc.);

un programma di dottorato di ricerca sullo sviluppo sostenibile dell’area adriatica costruito sulle esperienze del Dottorato di Ricerca internazionale esistente in Economia e gestione delle risorse naturali;

una rivista scientifica di Studi dell’Adriatico, la creazione di una comune biblioteca virtuale dell’Adriatico e una possibile collaborazione in termini di pubblicazioni congiunte;

un premio da assegnare alla migliore tesi di Master e Dottorato; incontri, seminari, simposi, dibattiti e altre riunioni scientifiche e professionali su argomenti di interesse comune ai 10 partner e, infine, il progetto di un Osservatorio sul passaggio intergenerazionale aziendale delle piccole e medie imprese.

Barbara Minafra

Barbara Minafra

Barbara Minafra

1 commento

  1. Roberto Berna Rispondi

    Illyria University? Ma perchè soldi pubblici europei devono essere dati a questa armata Brancaleone di pasticcioni, nel miglior dei casi? Il caso Kristal non insegna nulla? A Bruxelles qualcuno controlla questi progetti?

    1. Sabina Perozzi Rispondi

      Solo un paio di domande sulle mille che si potrebbero fare … scusa su che base “armata Brancaleone di pasticcioni nel migliore dei casi”??? Il “caso Kristal” è rappresentativo di tutto quello che avviene in campo universitario in Albania e nelle università di altri 9 paesi per caso???

    2. Roberto Berna Rispondi

      Sabina, la risposta alla tua domanda e’ si: il caso Kristal e’ rappresentantivo di quasi tutto quello che avviene nelle 52 universita’ private albanesi: leggi quello che ne diceva in maniera profetica ancora qualche mese fa Lubonja. Per quanto riguarda gli altri Paesi nomi di universita’ come “Megatrend University” fanno sognare :)

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