Un piccolo aiuto per salvare la vita di Alket, bimbo con grave cardiopatia congenita.
“Quando riesco a far sorridere un bambino ho la certezza di aver elevato il livello della gioia del mondo intero.”, usava dire Madre Teresa di Calcutta.La stessa frase che campeggia in grande nella pagine web di Patronasse, storica associazione che si muove tra ospedale e società per cercare di salvare il salvabile e, a volte, tirare fuori quei bambini che rimangono incastrati in quello spazio grigio che va dalla burocrazia a un letto d’ospedale.
Bambini come Alket: solo 14 mesi di vita e tante storie sulle spalle. Storie maledette e sbagliate come lo stupro che ha portato alla sua nascita. La madre, bambina quattordicenne lei stessa, su pressione della famiglia l’ha consegnato all’orfanotrofio di Tirana. Segue un’altra terribile scoperta: malformazione congenita al cuore, Alket ne soffre da almeno un anno. Ed è da qua che inizia una corsa contro il tempo e contro la morte: subentrano le Patronesse e la raccolta fondi per permettere al piccolo di venire a curarsi presso l’ospedale di Ancona.
“Alket, una volta raggiunta la cifra, potrà essere ricoverato e operato nel giro di 3-4 giorni - ha spiegato il dott. Pozzi, cardiochirurgo pediatrico dell’Azienda ospedaliera di Ancona- è una corsa contro il tempo perché non sappiamo con esattezza quanto gli rimane da vivere. Alket è in queste condizioni da circa un anno. Questo tipo di cardiopatie congenite possono produrre rapidi cambiamenti, sarebbe più prudente agire in fretta. Una volta operato potrà avere un’aspettativa di vita come tutti gli altri bambini della sua età”.
E’ per questi motivi che è partita la raccolta fondi che permetterà ad Alket di vivere. Per chi volesse contribuire, può devolvere sul conto corrente creato ad hoc:
UNICREDIT BANCA IBAN IT17G0200802619000102099102
Questa volta, possiamo contribuire a scrivere un finale felice!










