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Alcune considerazioni conseguenti all’articolo sul socialismo anarcoide degli Illiri

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Pier Ugo Regoli con alcune sue considerazioni conseguenti all’articolo "Le radici del socialismo anarcoide" di Vincenzino Vaccaro pubblicato il 14 Dicembre 2011 su Albania News
Pier Ugo Regoli
Ho letto con molto interresse l’articolo da Voi pubblicato e vorrei esternare alcune riflessioni che sono sorte in me. Devo fare, innanzitutto, i miei complimenti al giornale Albania News per aver sollevato il velo di mistero che ricopre ed occulta un mondo difficilmente accessibile, il mondo degli Illiri. Ovviamente , non di tutti gli Illiri, ma marcatamente quello degli abitatori delle montagne.

Tale disvelamento prende l'avvio proprio dal dubbio che sorge nell'articolo sul socialismo anarcoide, tralasciando, per ora, la città di Voskopoja.
Per poter comprendere questo inusuale sistema di vita, è assolutamente necessario comprendere la linea di pensiero che sottostà, che funge da base, a tale sistema.

La comprensione di questo tipo di pensiero, però, non è per nulla semplice, perché ha a che fare con la filosofia intesa nella piena accezione del termine: amor di sapienza, ovvero ricerca della verità.

Nei tempi odierni, purtroppo, la filosofia è soltanto più uno snocciolare di date e di parole invece di essere un veicolo di indagine sulle motivazioni profonde che determinano il manifestarsi delle cose e degli eventi.

Questo modo di pensare rispecchia esattamente il modo attuale di concepire il mondo, ovvero in modo globalizzato.
Cosa si intende dire per mondo globalizzato? Si intende dire un mondo pensato a senso unico, con un significato unico, letteralmente, cosa palesemente in contraddizione con la costituzione del mondo stesso che della diversità ha fatto il suo modo di essere.

Sì, perché se non vi fosse la diversità,questo mondo sarebbe soltanto una ripetitività infinita, sempre uguale a se stessa, sarebbe, in pratica, un mondo senza significato alcuno.

Basta considerare la sua storia per poter comprendere la necessità della diversificazione: all'inizio esso era popolato solo da esseri unicellulari che si ripetevano all'infinito, sempre identici a se stessi, poi, ad un certo punto, si manifestò la sessualità, e la diversificazione da essa introdotta ha fatto sì che quei microrganismi monocellulari iniziali arrivassero ad andare sulla Luna.

Da un certo tempo ad arrivare fino ad ora, l'uomo si è lasciato imprigionare dalla chimera della "struttura", tutto deve essere certificato, registrato, catalogato, ed al di fuori di questa catalogazione non vi può, non vi deve essere niente.

Niente che non sia stato approvato da un certificatore che ne garantisca la conformità con la struttura venutasi a costituire, certificatore che ovviamente è stato espresso dalla struttura stessa.

Se guardiamo le cose dall'alto, possiamo vedere che vi sono due parti contrapposte, da un lato una struttura piramidale, verticistica, creazionistica, di una creazione per luce; dall'altra, una parte costituita da persone dette libere, che non accettano autorità di nessun genere,apparentemente anarchiche.
Il problema consiste proprio in questa differenza di visione, anzi, più precisamente in questo differente modo di concepire il mondo.

Da un lato un insieme di persone legate tra di loro da una sorta di fluido animico, da una sorta di anima generale, tanto che possiamo definirla anima gruppo, ove vi sono i sapienti che stabiliscono le regole, esattamente come li descriveva Platone, i filosofi che scrutano le verità scritte nei cieli, i quali le trasmettono ai custodi, l'apparato statale, i quali, a loro volta, le impongono agli artefici, che essendo gerarchicamente lontani dalla luce DEVONO essere guidati da coloro che alla luce sono vicini.

In pratica un insieme di persone che in modo innato ricreano i tre stati ante rivoluzione francese, ed è da notare che sono tutti concordi su questo modo di intendere il mondo.

Dall'altra parte vi sono delle persone che non sono unite da fluidi chissà quali, ma che stanno insieme per una loro personale decisione, persone che non necessitano di capi perché la legge è dentro di loro, sono perfettamente in grado di autogovernarsi, e, qualora si renda necessario, si uniscono.
E' un insieme di persone che hanno ben presente che la loro libertà finisce dove inizia la libertà di coloro che gli stanno accanto, cosa possibile solo perché hanno sviluppato,in se stessi, l'autocoscienza, ed in sommo grado.

Queste persone non sono più gente comune, bensì possono essere appellati Individui nel senso etimologico del termine.
Ne consegue, ovviamente, che non possono avere un Re o chiunque possa essere equiparato ad esso, proprio perché il Re è il vertice della piramide di cui prima, egli è la sintesi dell'anima gruppo, e come tale non ha la possibilità di comunicare con chi è divenuto un'altra cosa, un individuo, appunto.
Anche gli individui scelgono un capo, ma lo scelgono loro, tutti insieme, ed ha una funzione, più che altro, di coordinazione ma non di preminenza.
Naturalmente non è che questa individualità salti fuori dal nulla, essa risale addirittura ai primordi del genere umano, e su di essa si fonda una tradizione molto importante ma tenuta nascosta per le implicazioni che comporta, ma questo esula dalla presente trattazione.

Ritornando sui nostri passi,ecco che la città di Veskopoja, come quella di Shiasit, ed altre che gli scavi e lo studio stanno riportando alla luce, assumono una nuova prospettiva nel quadro d'insieme europeo ed anche mondiale.

Anche se può sembrare strano, le cose stanno proprio così, perché il pensiero luterano, quel pensiero che ha portato alla formazione dello Stato moderno inteso come scienza e legalità, era già presente nell'etnia che parla il dialetto Geg, gli albanesi delle montagne del nord, come si era detto all'inizio.
Per amor del vero tale pensiero è antecedente, infatti il pensiero luterano si sviluppa sulla base del pensiero Cataro.

Guarda caso, una forma di civiltà distrutta con una crociata come le città su descritte, proprio perché portatrice del pensiero dicotomico, il pensiero che ha portato alla fine i Regni e gli Imperi europei dalla fine del XVIII secolo.

Pier Ugo Regoli



Altre informazioni: L'articolo "Le radici del socialismo anarcoide" di Vincenzino Vaccaro è stato pubblicato il 14 Dicembre 2011 su Albania News

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