
Una scuola di cucina può insegnare a integrarsi e a superare pregiudizi, barriere culturali e distanze geografiche. Proprio mentre la pizza napoletana otteneva il riconoscimento europeo di specialità tradizionale garantita (Sgt), che d’ora in poi la proteggerà in Ue contro imitazioni e falsi, a Matera si è concluso un corso di formazione professionale che aveva un ingrediente in più: l'accoglienza.
Esat è kosovaro e Sedat serbo. Sono immigrati regolari in Italia. Insieme al terzo corsista, il cinese Huang, hanno partecipato a lezioni di cucina che si sono trasformate in un mestiere qualificato. Davanti al forno e sotto la guida del maestro Pasquale Lieto, napoletano d’origine e materano d’adozione, hanno imparato i segreti della pizza napoletana. A cominciare dagli ingredienti imprescindibili: pomodoro, mozzarella di bufala Dop o mozzarella Stg, olio extravergine d’oliva e origano.
"La formazione è una componente importante nella professione del pizzaiolo – spiega orgoglioso Lieto, figlio d’arte che impasta dall’età di 8 anni – per questo puntiamo molto su argomenti come la composizione delle farine, la lievitazione diretta e gli impasti morbidi, elementi indispensabili per preparare un piatto più sano dal punto di vista nutrizionale, secondo i protocolli della verace pizza napoletana".
Con le ricette per margherite e capricciose i tre under 30, in cinque mesi e con poco meno di 300 ore di formazione, hanno appreso i principi della scienza alimentare, le norme igienico-sanitarie per la gestione di una pizzeria e persino le basi della lingua inglese che, per chi opera in città turistiche, è utile conoscere. Dopo la teoria, la pratica dell’impasto e il tirocinio nella pizzeria di Lieto, i ragazzi hanno conseguito la qualifica di pizzaiolo tradizionale.
Soprattutto hanno scoperto che, conoscendo i segreti della buona pizza, è possibile crearsi una vera opportunità occupazionale. In Italia ci sono 25mila pizzerie con un fatturato di 5 miliardi di euro e circa 120mila posti di lavoro ma mancano circa 10mila pizzaioli. Interessanti le prospettive di guadagno: basti pensare che, in media, la retribuzione va, a seconda dell’esperienza e bravura, dai 900 ai 2.200 euro mensili e che un pizzaiolo trova lavoro in ristoranti o alberghi nel giro di pochi giorni.