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Due fronti (marini) contro il petrolio: appello pugliese all’Albania

Il mare come risorsa economica. Non sfruttamento ma tutela dell’ecosistema adriatico. Un obiettivo importante nel rapporto frontaliero tra Puglia e Albania ma anche un progetto di crescita strutturale della filiera ittica da realizzare attraverso la cooperazione internazionale.
Coste adriatiche pugliesi
Non solo. Condividere lo stesso mare può voler dire sostenere le stesse battaglie, soprattutto oggi che il basso Adriatico rischia di subire trivellazioni petrolifere. Può l'Albania restare indifferente alle autorizzazioni che il governo italiano concede alla ricerca di idrocarburi al largo delle coste foggiane e molisane, più o meno a una ventina di miglia dalle Isole Tremiti?

Oppure l'Albania può condividere la battaglia pugliese a difesa dell’ecosistema. È la proposta rivolta dal presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna al ministro albanese dell’Ecologia Fatmir Mediu, in un incontro a Bari che è servito a fare il punto sulle potenzialità produttive della pesca. Introna ha spiegato la campagna avviata dalla Puglia nei confronti del governo italiano contro le prospezioni sonar, un impegno che coinvolge Molise, Abruzzo e altre regioni adriatiche transfrontaliere, e che con un'interrogazione alla Commissione europea, è approdata a Bruxelles.

Secondo il Wwf Foggia già la fase iniziale della ricerca petrolifera, eseguita attraverso ricognizioni sismiche con la generazione di onde sonore, può essere pericolosa per la fauna marina. La tecnica 'Air-Gun', già indicata come fonte inquinante, danneggia la biodiversità, infastidisce mammiferi, pesci, invertebrati e tartarughe e può determinare diminuzioni del pescato tra il 45% e il 70% in un raggio di 40 miglia nautiche (70 chilometri circa). Se poi, le indagini dovessero rivelare la presenza di sacche petrolifere off-shore, alla realizzazione di piattaforme seguirebbero perforazioni dei fondali fino a 4000 metri di profondità. Senza contare l'ipotesi di perdite di greggio che arrecherebbero danni ingentissimi alla salubrità del mare, alla pesca e al turismo.

Considerate le distanze geografiche ridotte, la battaglia ecologista può superare i confini nazionali anche in considerazione del programma di rafforzamento della flotta peschereccia albanese e di sviluppo della pesca che il ministro Mediu ha illustrato a Bari. La prospettiva di una collaborazione per rafforzare l’economia marinara sulle sue sponde, “all’insegna del pieno rispetto delle regole comunitarie – ha osservato l'assessore regionale alla Pesca Dario Stefàno – trova la Puglia non solo disponibile, ma già pronta.

Il partenariato inoltre, può godere del valore aggiunto del ruolo di coordinamento nel campo delle politiche agricole e della pesca che la Puglia ha nei confronti delle altre Regioni italiane”. Per Stefano, c’è la concreta possibilità che si estenda, quanto meno alle regioni adriatiche, la cooperazione appulo-albanese che prossimamente sarà oggetto di incontri tecnici in vista della redazione di un memorandum d’intesa, che ha avuto un precedente momento di costruzione 3 mesi fa (Albania News ha pubblicato un resoconto il 18 aprile).

La presenza del ministro Mediu in Puglia è stata foriera anche di un altro progetto. L’assessore pugliese al Mediterraneo e alla Cooperazione Silvia Godelli ha incontrato il ministro alla conferenza programmatica regionale sui rifiuti. “Abbiamo convenuto – ha spiegato la Godelli – di scrivere un memorandum in materia di gestione di rifiuti in modo da incentivare la cooperazione internazionale. In particolare il memorandum si occuperà delle pratiche di smaltimento dei rifiuti della città di Tirana e dei centri turistici della costa meridionale albanese.

Svilupperemo accordi di cooperazione sull’energia da fonti rinnovabili e accordi sulla pesca. In più il protocollo che andremo a firmare, si occuperà delle modalità di controllo delle navi che trasportano rifiuti nell’area adriatica”.

Copyright © 2012 Albania News - Registrato al Tribunale di Modena al numero 1973 del 30-09-2009

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