Questa volta è successo qualcosa di più incredibile. Apprendiamo da “Il Giornale di Vicenza” del 16 e 17 giugno che in un piccolo comune che si chiama Pojana Maggiore, un italiano, Massimiliano Niccolini, ha sostenuto di essere un console onorario albanese, e i carabinieri (dopo facili verifiche presso gli elenchi del ministero affari esteri italiano) lo hanno denunciato per usurpazione di titolo. La notizia ha cominciato a fare il giro della rete e si trova già sui media nazionali albanesi.
Lo abbiamo cercato e anche lui ci ha fornito la sua versione per telefono. Per prima cosa abbiamo scoperto che lui ora vive a Durazzo, e sarebbe in procinto di diventare cittadini onorario di questa città, sempre da conversazione telefonica “In realtà io non li ho detto di essere un console onorario” – sostiene Niccolini al telefono “ ma semplicemente li ho detto di avere un titolo onorifico dell’Ordine Bizantino del Santo Sepolcro”. Per chi non lo sapesse, questo è un ordine cavalleresco con sede a Malta e in altri paesi. “In realtà sono in attesa di diventare anche console onorario albanese. La procedura è già partita e sono state inviate anche lettere di credenziali all’ambasciata albanese a Roma.” – ci racconta Niccolini durante la telefonata, ma per questioni legali sostiene di non poterci inviare nessun documento.
Dall’ambasciata albanese a Roma ci rispondo in modo secco: “ i consoli onorari sono solo quelli che risultano dall’elenco del ministero affari esteri italiano”.
Ma la sua attività in favore dell’Albania non si ferma qui. Ci racconta che ha fatto parte della delegazione albanese con l’ex ministro dell’economia Prifti all’importante forum di investimenti per l’est Europa tenutosi a Verona. Continua dicendo di essere uno degli artefici di un importante protocollo di intesa tra il ministero dell’agricoltura albanese e la regione Veneto.
Nello stesso periodo, quindi nei giorni che il viceministro Thomaj era in Veneto, si colloca anche l’episodio che viene imputato ai due vigli urbani. I carabinieri sostengono che i vigili avrebbero accompagnato ad un evento il sedicente console albanese. Niccolini però smentisce. “Non è vero – dice – in realtà io avevo dato un ricevimento privato, avevo messo la bandiera albanese in segno di rispetto per gli ospiti governativi importanti, e quando la cena è finita, i vigli hanno accompagnato in albergo il vice ministro. Una questione di cortesia istituzionale – conclude. Li faccio notare che di solito, per le visite ufficiali di membri di governi esteri, le Questure competenti mettono in azione il servizio scorte.
Oltre a tutto questo in Albania è un imprenditore che opera in una moltitudine di società facenti capo al gruppo Garatex. Navigando sul loro sito, si capisce poco in realtà di quello che fanno veramente. Una delle società che lo vede come AD, ma lo stesso Nicolini dice che da qualche mese non lo è più, è proprio la ENTE FIERA SH.A . Si tratta anche qui di una società privata che usa nella carta intestata lo stemma che di solito usano le istituzioni albanesi, unito al logo della Camera di Commercio di Tirana.
Rimanendo sempre in ambito di società simili, lo vediamo anche come AD della Camera della Moda come risulta dal loro sito. Nel solito consiglio d’amministrazione, sempre da materiale che appare su siti internet legati alla società, c’è anche un signore che si chiama Livio Faliselli. Qui la storia si fa ancora più misteriosa. Faliselli sarebbe un imprenditore di Brescia, come ci conferma anche Niccolini al telefono. Nel sito dell’azienda di Falisellisi, ad un certo punto compare questa notizia :” Faliselli Livio incontra il console del Vaticano presso la Nunziatura Apostolica in Tirana - Albania S.E. Massimiliano Nicolini nell'ambito dell'internazionalizzazione della Faliselli srl. “ e porta la data di febbraio 2011. Da una facile verifica presso presso la Nunziatura Apostolica del Vaticano a Tirana scopriamo che la carica di console del Vaticano a Tirana non esiste. Quindi molto probabilmente sulla newsletter hanno fatto un errore non da poco.
Quello che è certo è che il nome di questo signore non appare nelle liste ufficiali ne dall’elenco del ministero affari esteri italiano e l'ambasciata albanese non ne sa niente. Aspettiamo fiduciosi quindi le inchieste della magistratura, rimanendo disponibili e ricevere e pubblicare qualsiasi documento che smentisce il nostro articolo.
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