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Scanderbeg, il re guerriero dell'Albania

"Il destino di un uomo è diventato una lotta epica per la libertà delle nazioni, la gloria ha un prezzo terribile."
Il film-documentario "Scanderbeg - Il re guerriero dell'Albania" (ingl. "Scanderbeg -Warrior King of Albania") ricostruisce il ritratto dell’eroe nazionale albanese Gjergj Kastrioti Scanderbeg, basato principalmente sull’opera “Historia de vita et gestis Skanderbegi, epirotarvm principis” scritta tra il 1508 e il 1510 dal monaco albanese Marin Barleti.


Per rievocare la storia di quell’epoca, sono stati inclusi una serie di materiali e interviste con un panel di storici albanesi e stranieri esperti del tardo medioevo. Scritto da Nua Gjelaj e con la regia di Nick Gjonaj, l’anteprima del film-documentario è stata proiettata a New York, l’11 febbraio del 2007. I due si sono conosciuti casualmente nel 2002, grazie ad un dipinto di Scanderbeg, realizzato e messo in vendita da Gjelaj e acquistato da Gjonaj. Dopo vari incontri in cui discussero dei loro comuni interessi culturali e dell’ammirazione personale che avevano per la figura di Scanderbeg, si sono impegnati per cinque anni consecutivi nella realizzazione di questo documentario.

I coproduttori del documentario
Nick GjonajIl progetto inizialmente era nato come un’iniziativa personale di Gjonaj e Gjelaj che decisero di fondare “Illyria Entertainment Group” con lo scopo di promuovere la cultura albanese. Dopo un po’, a causa della mancanza di fondi si sono rivolti alle associazioni albanesi negli Stati d’Uniti che non erano disposte a sostenerli oppure non avevano i mezzi per farlo. Ma il tam tam è stato d’aiuto. Molti cittadini americani di origine albanese, desiderosi di vedere realizzato il loro progetto, li contattano via e-mail per contribuire finanziariamente. Durante questo periodo, entra in scena anche la produttrice esecutiva del documentario Tringa Gojcaj, agente immobiliare, fornendo l’aiuto finanziario che ha dato una grande spinta in avanti al progetto. “Quando ho incontrato Nik e Nua, ho visto che i due giovani erano finiti in un vicolo cieco su un progetto nel quale avevano messo tutto il loro cuore. Noi non abbiamo fatto tutto questo per diventare ricchi, ma pensiamo davvero che questa storia sia immensamente importante e che debba essere raccontata.”, ricorda Gojcaj del suo incontro con i due produttori.

Sono le radici alla base del loro progetto. Il regista Nik Gjonaj, discendente di una famiglia di emigranti albanesi di Detroit, innamorato del cinema e del patrimonio culturale albanese, da tempo aveva voluto realizzare un film su Scanderbeg.  “Gjergj Kastrioti è l’Albania e l’Albania è Gjergj Kastrioti. Egli è l’essenza di ciò che gli albanesi vogliono: la libertà e l’onore. Ero molto interessato a catturare gli elementi mitologici e quelli umani di questo uomo leggendario. Sapevamo che era un grande soldato, ma abbiamo voluto guardare anche alle altre dimensioni della sua vita, per avere un ritratto solido del mito e della leggenda.”, racconta Gjonaj in merito al documentario.

Invece Nua Gjelaj svela il messaggio di fondo del loro documentario: “L’idea della lotta perdente contro un potere schiacciante dimostra che la gente è predisposta a resistere, poiché è meglio avere un  proprio malgoverno che un invasore straniero benigno. Ed è proprio questo il messaggio che incarna l’idea del film, cioè, che nessuno può imporre le proprie convinzioni agli altri in merito a come dovrebbero vivere. Non si può riscrivere la storia, ma è possibile almeno imparare da essa.”

Nua GjelajGjelaj è un emigrato di prima generazione. Nato nell’ex Jugoslavia ed emigrato negli Stati Uniti  nel 1972, prima a New York e poi nel Michigan, dove risiede attualmente, si è laureato presso la Wayne State University dove ha terminato anche il Master in Storia sul periodo tardo-medievale dell’Europa orientale. Gjelaj, sceneggiatore e direttore artistico del documentario, si è documentato negli archivi storici, visionando documenti albanesi e stranieri sull’eroe per stendere la sceneggiatura. Insieme a Katerina Boçi, si è occupato  anche del design e della preparazione dei costumi, elmi, spade, abiti, e comportamento dei personaggi, un’altra sfida difficile da affrontare.

I coproduttori hanno a cuore la trasformazione del documentario “Scanderbeg - Il Re Guerriero dell’Albania” in un vero e proprio film a lungo metraggio. Il loro obiettivo è quello di firmare un contratto con una grande casa produttrice hollywoodiana per la realizzazione. Nel frattempo, stanno lavorando su un nuovo progetto: il documentario “Illiria” che si occuperà in particolare dell’evoluzione della cultura e della storia illirica in una prospettiva diversa. Questo progetto vuol essere una documentazione importante del contributo degli illirici alla civiltà europea e occidentale, prima della caduta della Grecia antica e della nascita di Roma.

I premi ricevuti
I due premi prestigiosi vinti dalla casa produttrice ‘Illyria Entertainment Group’ nella sezione documentari di due concorsi internazionali, tra migliaia di altri film, hanno fatto sì che i due produttori godessero ulteriormente i frutti del loro lavoro. L’opera è stata valutata come il miglior documentario storico-biografico al “The Telly Awards” vincendo il Premio d’Argento tra altre 18 mila realizzazioni, invece al “International Davery Award” ha vinto il Premio d’Oro tra altri 15 mila.

E’ un film-documentario che ha cercato modestamente di colmare il vuoto che dilaga nella filmografia albanese riguardo la figura del nostro eroe nazionale, evocando la storia del popolo albanese. Ricordiamo che il primo e l’unico colossal realizzato sulla sua figura è quello intitolato "Il Grande Guerriero Scanderbeg" (ingl. “The Great Warrior Skanderbeg”) del 1953 in collaborazione con il regista sovietico Sergei Yutkevich, premiato anche al Festival di Cannes.

Il cast
Gjonaj e Gjelaj si sono avvallati di un cast di giovani e talentuosi attori. Anton Gojcaj interpreta Scanderbeg, Iliriana Sinishtaj, sua moglie Donika Kastrioti, invece nei panni del monaco albanese Marin Barleti troviamo Zef Lulgjuraj. Altri interpreti sono Tom Ivanaj, Mirash Gjelaj, Mario Malotaj, Gjergj Micakaj, Luke Micakaj, ecc. Le riprese sono state effettuate a  Michigan, Londra, Vienna, Albania, Kosova, e Roma.

Il panel di storici
Gli eventi storici dell’epoca e la figura di Scanderbeg vengono ricostruito grazie agli interventi di un panel ricco di storici albanesi e stranieri quali Dott. David Nicolle – Nottingham University, Dott. Musa Ahmeti – Studioso degli Archivi Segreti del Vaticano, Kenneth Walters – Wayne State University, Jahja Drancolli – Professore di Storia all’Universita di Prishtina in Kosova, Dott. Isa Blumi – New York University, Kristo Frasheri – Professore di Storia all’Università di Tirana, Oliver Schmitt – Vienna University, David Abulafia – Professore di Storia Mediterranea al Cambridge University.

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Breve analisi illustrativa
Il rafforzamento dei signori feudali e dei principi albanesi, come risultato di un lungo e doloroso processo di sviluppo politico-sociale ed economico-culturale iniziato nel IX secolo, portò alla formazione di diversi principati feudali in diverse regioni dell’Albania etnica. La posizione geografica dell’Albania, situata tra l’oriente bizantino e l’occidente cattolico, fece dividere gli albanesi in due credi religiosi: a nord i cattolici e a sud gli ortodossi cristiani. Come se non bastasse gli stessi principi feudali albanesi lottavano tra di loro per allargare le terre e il dominio sugli altri principati più deboli.

La situazione dei principati albanesi si complicò ulteriormente dalle interferenze della Repubblica di Venezia e dell’Impero Ottomano che si rilevarono devastanti per le loro sorti. Nelle civiltà in conflitto fra Oriente e Occidente, comincia a profilarsi sull’orizzonte orientale il piano di un impero islamico universale. Senza pietà l’Impero Ottomano divorava popoli e nazioni, allargando tra il 1300 e il 1481 le sue conquiste tramite guerre, alleanze e invasioni. Tutto grazie anche al crollo e alla degenerazione del sistema culturale e militare bizantino che aveva perso ormai l’influenza di un tempo.

Una delle figure importanti tra i principi albanesi più potenti in quell’epoca, era Gjon Kastrioti - Principe di Kruja e di Mati,  al quale nel 1423 gli ottomani presero in ostaggio i quattro figli. Tra loro anche Gjergj Kastrioti Scanderbeg nato nel 1405. Strappato dalla sua famiglia e dal suo paese, il  giovane principe fu trascinato nel palazzo del Sultano dove sarà destinato a diventare il comandante più brillante del suo tempo. Spogliato del suo nome albanese e costretto ad accettare l’islam, il sultano Murad II darà a Gjergj Kastrioti  il titolo ‘Scanderbeg’ in onore di Alessandro Magno della Macedonia (Emathia) come indice chiaro dell’antico rapporto etnico-linguistico che legava le due figure. In lingua turca ‘Iscander’ vuol dire ‘Alessandro’ e ‘Bey’ vuol dire ‘Principe’.

Gli storici antichi ci hanno lasciato documenti che dimostrano che Alessandro Magno era il figlio del re macedone Filippo II e di Olimpia, una principessa illirica figlia del re dell’Epiro Neoptolemi I. Come testimone di questo antico legame riportiamo una significativa citazione della corrispondenza tra Scanderbeg e il Principe di Taranto, estratto da “I turchi e la storia di Scanderbeg” dello scrittore del XV secolo, Pagnel:

“…avete offeso il mio popolo chiamandolo ‘pecore Albanesi’ e secondo la vostra tradizione pensate a noi in termini offensivi.
Voi avete dimostrato di non avere alcuna conoscenza della mia razza. I miei avi erano Epirioti, da dove proveniva Pirro, la cui forza a stento poteva essere sopportata dai romani. Questo Pirro, che Taranto e molti altri paesi d’Italia appoggiarono con l’esercito. Non ho bisogno di parlare degli Epirioti. Loro sono uomini molto più forti dei tuoi tarantini, una specie di uomini umidi nati solo per pescare. Se si vuole dire che l’Albania sia una parte della Macedonia, io posso concedere che molti dei nostri antenati erano nobili che si spinsero fino in India, sotto il comando di Alessandro Magno sconfiggendo quei popoli. È da questi uomini che discendono quelli che tu chiami ‘pecore’. Ma la natura delle cose non è cambiata. Perché i tuoi uomini fuggono davanti a queste ‘pecore’?”.

Per non parlare dell’elmo che porta in sé il simbolo pelasgico della capra Amaltea (che secondo il mito aveva nutrito con il suo latte Zeus da bambino), e la incisione * IN * PE * RA * TO * RE BT * (Jhezus Nazarenus * Principi Emathie * Regi Albaniae * Terrori Osmanorum * Regi Epirotarum * Benedictat Te) che si traduce ‘Jezus di Nazareth  benedice il Principe di Emathia, Re d’Albania, Terrore degli Ottomani, Re dell’Epiro’. È importante capire che nel medioevo l’etnicita ‘macedone’ ed ‘epiriota’ era sinonimo di ‘albanese’ secondo gli studiosi.

Nel suo intervento al documentario, il Prof. Jahja Drancolli evidenzia il fatto che Scanderbeg fu preso ostaggio già in età adulta quando la sua personalità e identità era ben formata, sottolineando che in realtà furono le sue capacità strategico-militari ad essere copiate dal sistema militare dell’Impero Ottomano e non il contrario. Questo aspetto emerge fin dall’inizio del documentario dal Prof. David Nicolle, il quale sostiene che gli ottomani copiarono molte cose dai paesi che occuparono incluso l’abbigliamento, le tradizioni, la cultura, e anche le strategie combattive militari.

Ecco perché la più potente macchina politico-militare del mondo di quel tempo non fu capace di sottomettere gli albanesi né con la forza, né con la quantità dei soldati inviati, né con la tattica militare, né con la tecnologia o con il denaro. Non solo, ma durante quei 25 anni di resistenza armata, l’Impero Ottomano è stato sconfitto in modo determinante e continuo, dimostrando che le qualità intellettuali, politiche, militari, e, soprattutto quelli morali e civili degli Albanesi erano sotto ogni aspetto superiori rispetto alla preparazione standard dell’Impero.

La società albanese del XV secolo possedeva già la qualità principale che dovrebbe avere una comunità per costruire una Nazione e uno Stato: la consapevolezza di chi erano, la conoscenza delle loro antichissime radici illiro-pelasgiche e di conseguenza la connessione con il loro passato. Tutto ciò era il risultato di un lungo processo che avrebbe avuto inizio già prima della creazione del Principato di Arbëri nel XIII secolo. In questo contesto le intenzioni di Scanderbeg non erano solo quelle di creare uno stato albanese alla periferia dell’Impero Ottomano, ma di distruggere l’impero stesso, per formare poi il Regno dell’Albania nei Balcani occidentali, ravvivando i gloriosi tempi di Pirro, Re dell’Epiro, e di Giustiniano, Imperatore di Bisanzio,  dei quali era discendente a tutti gli effetti.

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Scanderbeg creò la prima Lega Nazionale Albanese nel 1444 a Lezha, con lo scopo di unire tutti i territori albanesi in un unico stato nazionale basato sull’eredità etno-linguistica che li accomunava, diversamente dagli altri paesi balcanici che nei secoli addietro per la creazione dei loro stati si basarono sulla religione. Come specifica giustamente il Prof. Kristo Frasheri, il pilastro portante in cui si colloca tutta la resistenza albanese era il fatto incontestabile che gli Albanesi erano consapevoli di essere una Nazione già ben formata, molto tempo prima dell’arrivo degli ottomani nei Balcani. Altrimenti non saremmo mai stati in grado di affrontare l’invasione ottomana e di contrastare a lungo l’assimilazione.


La resistenza di Scanderbeg ebbe grande risonanza in Occidente, là dove si aspirava a un grande eroe trionfante nella lotta per la sopravvivenza contro l’Impero Ottomano. Infatti i documenti degli archivi, i giudizi dei suoi contemporanei come i Papi di Roma o le famiglie reali con i quali Scanderbeg aveva stipolato alleanze, l’Umanismo e l’Illuminismo europeo, la storiografia, ecc.,  fanno capire che era una delle figure più importanti del Sud-Est Europa della sua epoca.

È di massima importanza comprendere che gli albanesi con la loro resistenza contro l’Impero Ottomano sacrificarono la loro stessa nazione, salvando così la civiltà occidentale dalla conquista dei turchi, quella stessa civiltà occidentale che li abbandono al loro tragico destino di sofferenze per 400 anni. Gjergj Kastrioti Scanderbeg era certamente un uomo, ma la storia che ci ha lasciato e ci ha tramandato non lo rende un uomo semplice e ordinario, ma una legenda vivente nei secoli a venire. Lui era il modello e il simbolo di una giusta causa: la libertà contro la schiavitù, la ragione e l’ordine politico contro l’oppressione, valori fatti successivamente propri dalla filosofia illuminista.

Il suo contributo non andò invano e non morì con lui, anzi, divenne la fonte del Rinascimento Albanese, dello sforzo sublime per l’indipendenza. Lui era e rimane il nucleo dell’identità nazionale, dell’eredità spirituale e della coscienza contemporanea di ogni albanese.

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Brunilda Ternova

Brunilda Ternova vive e lavora in Italia come interprete e traduttrice freelance (albanese, italiano, inglese).

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Commenti A.News (24)

24 commenti

  • Anna Castriota- Saknderbegh

    sono capitata per caso su questo sito. Mi e' piaciuta molto l'attenzione data al mio avo e anche il documentario e' fatto molto bene. Ho seguito con interesse i vari commenti e ho imparato cose sul popolo da cui discendo che non sapevo. Colgo l'occasione per ringraziarvi tutti.
    A presto

    Anna Castriota- Saknderbegh Sabato, 22 Maggio 2010 09:48 Link al commento
  • dule

    Figurati chicho!
    Spero veramente che facciano un film su Gjergj Kastrioti perché se lo merita e se lo meritano anche coloro che hanno lasciato la pelle in quel epoca, e come dici anche tu, hanno sacrificato la propria vita salvando (senza " ") o ostacolando un impero bruttale. Gli europei lo sanno questa cosa, anzi, il più grande studioso della storia,Max Weber, ha scritto sulla resistenza del popolo albanese...sono certi statarelli che difamano l'albania negativamente, ma che all'epoca erano i vasalli principali dell'impero turco e, oggi fanno gli antiturchi. Cmq, gli studiosi anglosassoni, e sopratutto quelli austro-tedeschi, sanno benissimo la storia dei balcani. Ti consiglio di leggere la Storia del Kosovo di Noel Malcolm. E fatto molto bene e preso da fonti di tutti Stati dell'area.

    Quanto vorrei a partecipare a questo film, farò fuori Mel Gibson:-)

    dule Martedì, 04 Maggio 2010 21:41 Link al commento
  • Emiliano

    grazie per i complimenti dule. Cmq in rete gira voce che prima o poi (non so se più prima o più poi :-))verrà prodotto un lungometraggio a hollywood, un film sulla storia di Skanderbeg! Qualcuno dice che il film verrà diretto da mel gibson...ne sapete niente??
    sarebbe troppo bello un film (tipo 300 oppure troy)sulla storia di skanderbeg! almeno qualcosa da raccontare c'è...facciamo vedere a tutti che gli albanesi hanno sacrificato se stessi e il loro paese...probabilmente "salvando" l'europa dalla conquista turcamusulmana.

    Emiliano Martedì, 04 Maggio 2010 20:51 Link al commento
  • dule

    Ciao Emiliano!
    Se guardi bene tutto la pelicola,sopratutto la parte 5/6, ti rendi conto che sono proprio in tema.
    Cmq, complimenti per il commento e per i ragionamenti.

    dule Martedì, 04 Maggio 2010 17:45 Link al commento
  • Emiliano

    Salve, io sono un ragazzo albanese di 19 anni. Sono emigrato in italia quando ne avevo 7 e non conosco "in dettaglio" molte cose riguardanti l'albania, ma vorrei esprimere ugualmente la mia opinione. Skanderbeg non è solo l'eroe nazionale di chi ora si trova nella madrepatria, per la quale ha combattuto contro l'invasore turco; è anche l'eroe di tutti quei ragazzi che sono emigrati dal loro paese e del quale non ricordano molto.
    Ho letto i commenti e ho notato che "dule" è uscito fuori tema parlando di religione musulmana e non, ma sono d'accordo con lui su alcune questioni religiose. A mio parere non può esserci una "fusione" tra popoli di diversa religione, come cattolici e musulmani; può esserci comprensione, tolleranza, amore...ma non "fusione". La fusione alla quale mi riferisco è quella esistente oggi in Albania. Fino ad oggi non ci sono stati scontri per motivi di "credo"...questo solo perchè la maggiorparte, o buona parte delle persone in albania, non CREDE nel vero senso della parola. Dei numerosi amici cattolici e musulmani che ho in albania nessuno andava ne in chiesa e ne in moschea (penso che loro si sentano fratelli e albanesi, prima di sentirsi cattolici o musulmani...loro non hanno motivo di scontrarsi a causa della religione proprio perchè per loro la religione è in secondo piano, così come per molti altri (ma non per tutti ovviamente). Secondo me è inutile disperderci in chiacchere sulla "religione giusta" perchè ognuno tirerebbe acqua al suo mulino, piuttosto mettiamo in pratica ciò che il Dio di ognuno di noi ci comanda, senza dare giudizi affrettati, e mettiamo in pratica anche l'insegnamento di Skanderbeg: un gracile bastoncino si spezza facilmente, ma se ad esso ne uniamo altri saranno molto più resistenti...quindi anche noi albanesi, pensiamo a stare uniti, al di là della fede di ognuno...perchè è solo in questo modo che si può convivere pacificamente e combattere valorosamente contro un eventuale nemico. Non c'è niente da fare...l'islam in un modo o nell'altro, così come in passato, si sta diffondendo in tutto il mondo e molte volte la sua diffusione è associata a situazioni negative (come ad esempio la pretesa da parte dei musulmani di togliere la croce, in un paese che non è musulmano). Non facciamoci accecare dal "finto buonismo" di molti...dobbiamo rispettare le religioni degli altri ma non dobbiamo assolutamente farci mettere i piedi in testa...perchè a passare da una "pretesa di togliere la croce", a una vera guerra il passo è breve.

    Emiliano Martedì, 04 Maggio 2010 16:38 Link al commento
  • dule

    anch'io capisco.,pazienza.,delle volte dico cose che non possono piacere,purtroppo il mondo va così.,
    cmq,non riesco a capire qnd dici che,da un lato devi saper distinguere che la religione e cultura sono due cose che non vanno a pari passo qnd diverse, e dall'altro confermi che la religione non è altro che un espressione parziale della cultura...non so come interpretare questa frase,ma ti assicuro che mi è venuto la labirintite. Cmq ogni progresso socio-culturale va difeso con una istituzione spirituale., è successo così con protestanti,cattolici e cosi via..

    Per Gj.Kastrioti,sei ancora nella strada sbagliata. Sbagli perché la sua scelta religiosa non era come dici tu,ortodosso,islamico e poi alla fine cattolico..io so che ti farebbe piacere che fosse ortodosso (magari dici così perché sei tu di quella confessione) ma non E' cosi.Nessuno non nega la cultura greca-ortodossa prima per arrivare a quella bisantina e per finire con la separazione tra l'impero d'oriente/occidente.Innanzi tutto la chiesa era unica con riferimento a quella di Roma,poi con la separazione delle chiese si è tracciata la linea di demarcazione cercando di tirare nella proprio orbita più territori possibili,dividendo il territorio albanese in due parti come tutti sapiamo. Ma,il nord dell'Albania è rimasta fedele alla chiesa di Roma rimanendo nell'orbita occidentale..è inutile che lo fai diventare vorioepiriota perché non è cosi..non so dove tu trovi queste fonti!!
    Affermi che GJ.K era alleato con la chiesa cattolica,ma poteva scegliere anche di non esserlo..purtroppo la STORIA non si fa con se e ma...il fatto è che si è alleato perché vedeva i stessi valori e la stessa cultura..il resto è tutto chiacchiere!Ho detto che GJ.K era membro della chiesa,in quanto credente di questa chiesa e in certo senso,indirettamente,anche membro.
    Per quanto riguarda la devianza,non mi sembra di aver deviato cosi tanto..cè sempre un collegamento in quello che dico..daltronde anche tu stai deviando di brutto.
    Sei stata più che limpida,ma quanto riguarda il mio imparare a dialogare ti dirò che vivendo si impara,ma mispiace ,io non posso dire quello che ti potrebbe fare comodo a te e ho molto rispetto per le opinioni altrui,compreso te,ma fatte senza sbilanciamento e stando relativamente neutrali.
    Mi raccomando di non andare oltre il medioevo.,non per altro ma si fa fatica a capire quello che succede oggi figuriamoci qnd'erano pelasgi.Non ti arrabbiare,mi raccomando!

    dule Giovedì, 25 Marzo 2010 16:27 Link al commento
  • Brunilda Ternova

    dule capisco che stai farneticando ma non capisco cosa stai farneticando.
    Primo, di ho detto che devi fare una buona distinzione tra il concetto di cultura e quello di religione, poiché non vano a pari paso. Se hai studiato anche minimamente lo dovresti sapere che la cultura racchiude in se l’universo di tutto il sapere umano dai tempi dei tempi, mentre la religione è dogma e speso viene influenzata dalla cultura.
    Cioè quello che tu chiami religione non è nient’altro che l’espressone parziale di una data cultura. La cultura appartiene a qualsiasi società (religiosa oppure laica), la religione appartiene solo in parte alla società poiché è un credo individuale e non universale. La cultura è sempre stata e sempre ci sarà finche ci sarà l’essere umano mentre le religioni e i loro dei cambiano in continuazione. In questo filone entra anche Gjergj Kastrioti Scanderbeg il quale era un uomo acculturato e conosceva i suoi avi molto bene (quelli che tu chiami nonni e bisnonni). Ti ho chiesto di studiare i simboli pagani che utilizzava per farti capire proprio la grande importanza che dava prima di tutto a quei simboli pagani che la chiesa combatteva da secoli. Le sue scelte religiose (ortodosso all’inizio, poi islamico e alla fine cattolico)testimoniano che la religiosità per lui aveva importanza fino a un certo punto. Questo che dico lo testimoniano i fatti e i simboli chiaramente pagani (l’elmo con la capra sacra di Zeus Amaltea le corna della quale avevano il potere magico di dare potere al suo possessore; l’egida di pelle che utilizzava in combattimento che secondo il mito Zeus utilizzo come corazza durante la lotta contro il padre Cronos, ecc).
    Secondo, essere ‘membro’ della chiesa cattolica vuol dire essere parte dell’istituzione della chiesa (essere un prete, un papa, un sacerdote, un monaco, ecc). Gjergj Kastrioti era solo un alleato della chiesa cattolica e poteva anche scegliere di non esserlo (come del resto molti altri esponenti di quei tempi non lo erano) oppure allearsi con quella ortodossa, anglicana, protestante ecc. In quell’epoca non era esclusivo e obbligatorio per tutti essere alleati della chiesa; esistevano anche altre chiese, altri istituzioni religiosi e altri culti religiosi. Oltre a questo essendo che Gjergj Kastrioti era anche membro dell’organizzazione segreta ‘l’Ordine del Drago’ è improbabile che fosse cosi religioso. Se hai studiato il medioevo dovresti sapere Dule, che tra le organizzazioni segrete e l’istituzione della chiesa non è mai corso buon sangue. Ti dice qualcosa l’Ordine dei Templari e la fine che la chiesa gli ha fatto fare a quest’ordine?
    Terzo, semplicemente ti ho invitato a scrivere nel forum riguardo gli argomenti che non hanno una chiara relazione con il soggetto dell’articolo. In altre parole i vari giri di ragionamenti che fai ti chiedo gentilmente di farli nel forum.
    Tutto qui, semplice, puro e limpido come l’acqua, perciò impara a dialogare con l’altro, abbi rispetto per l’opinione altrui e non infiammarti troppo!

    Brunilda Ternova Giovedì, 25 Marzo 2010 00:48 Link al commento
  • dule

    Innanzi tutto, senza deviare o sciamare come lo chiami tu,non si fa la storia. Grazie a quelli che deviano, tu puoi leggere qualche riga di storia,cultura e quant'altro.
    Gentilmente,posso sapere per quale motivo devo scrivere al forum?! Che cè che non va qua?! Ti disturbi per gli altri o cosa?! Io lo so che tu ti preoccupi se faccio qualche brutta figura,ma stai tranquilla che tutto andrà bene..abbi fede in me!

    Io non so cosa centrano le stelle e i nominativi dei giorni..mah! Come daltronde confermi anche tu,la cultura è relativo al periodo in cui si è visuti,ci sei cascata in pieno con le tue manine..infatti io sto trattando il periodo dopo Cristo.,sei tu che stai viaggiando milleni avanti Cristo o non è così? Poi,certo che i primi cristiani erano ebrei..Jesu Cristo era ebreo.,non hai detto mica qualche novità!! Beh,con Costantino si è adottato il Crsitianesimo ufficialmente.,e con questo abbiamo una svolta nella storia o come lo chiami tu un comportamente deviante,quindi entriamo in un altra epoca storica..cmq non voglio deviare tanto anche perché ho paura che mi facciano la storia..

    Il tuo commento su Gjergj Kastrioti lascia tanto desiderare.La religione - SECONDO TE - per lui era secondaria.Si,infatti SECONDO TE!! Invece io direi, che per fare certe affermazioni bisogna piuttosto basarsi sui fatti storici e non su varie interpretazioni immaginarie. Innanzi tutto non si è alleato con la Chiesa, ma era membro di essa e con la Chiesa non si allea per scopi se non per diffendere i valori cristiani. La tua tesi cade,anche perché Lui ha combattuto da solo un intero Impero e che lo amiravano e ne parlano bene tutti storici,albanesi e non.A Lui era offerta a comandare le crociate e a rifiutato,era molto stimato dal Re Alfonso di Spagna,molto amico con il Grande Janush Huniadi ecc,ma il suo Paese l'ha difeso da solo con la sua gente e non con le alleanze come ritieni tu.
    Come fai a dire che cosa avesse e credesse in quei momenti non lo sa nessuno??!! Scusa,come fai a dire una cosa del genere?! E' ovvio che la libertà del suo popolo anche se diviso in filo-bizanti al Sud e filo-romani al Nord.
    Anche tu,come tanti altri nostri connazionali nomini sempre,avi illirici e pelasgi..scusa un pò, come si fa a parlare così intensamente per i bisnonni senza tener conto dei nonni,quindi è "inutile" a parlare per epoche oramai spente.Con il cristianesimi si è diventati umili. Per questo che "noi" siamo cocciuti e non umili,perché non diamo importanza alla fede e a Dio.Questo,da un certo periodo storico ad oggi. Grazie per il tuo invito su lo studio di pelasgi,ma mi bastano i contemporanei..al massimo posso studiare il medioevo..Scusa,ma questo tuo commento era retorico e, in particolare su Gjergj Kastrioti pessimo.

    dule Mercoledì, 24 Marzo 2010 22:31 Link al commento
  • Brunilda Ternova

    Caro DULE, prima di tutto si deve dare una definizione alle parole ‘cultura’ e ‘religione’, anche poiché non è detto che sia per te e anche per me, siano e significhino la stessa cosa.
    E’ risaputo che le religioni "moderne" sono un rigurgito dei vecchi culti astronomici pagani, imbastarditi, arricchiti, storpiati a seconda della cultura (individuale, di massa) dell' epoca. Tant'è vero che l’influsso delle stelle governa ancora oggi rituali e manifestazioni religiose che non sono altro che vere e proprio celebrazioni astronomiche pagane. Esempio: Una settimana è composta da 7 giorni e ogni giorno della settimana prende il nome da uno dei 7 corpi celesti più importanti e vicini alla terra (luna-lunedi, marte -martedi, mercurio-mercoledì, giove-giovedi, venere-venerdi, saturno-sabato/shabbat (i primi cristiani erano di origine ebraica, usavano la settimana ebraica, e onoravano il sabato così il nome pagano del giorno dedicato a Saturno fu sostituito con sabato ovvero il “giorno del riposo”, dal termine ebraico shabbat,), sole-domenica/giorno del Dominus (cioè del Signore sostituito da Costantino, l’imperatore romano di origine illirica convertitosi al Cristianesimo); l’anno è suddiviso in 12 mesi, come 12 sono le costellazioni astrologiche ed i segni zodiacali e gli ultimi quattro mesi dell' anno mantengono lo stesso nome degli ulimi 4 mesi del calendario di Romolo (calendario che suddivideva l' anno in 10 mesi ed è per questo che alla fine dell' anno abbiamo Settembre (7), Ottobre (8), Novembre (9) e Dicembre (10)), i 10 mesi, erano un riferimento ai 10 Pianeti Astrologici; i credenti della religione islamica girano 7 volte attorno al cubo/ la Kabaa /Qabe che rappersenta il pianeta Saturno, mentre i musulmani che girano intorno imitano il moto degli anelli del pianeta Saturno,ecc ecc.
    Perciò come puoi capire, quello che tu chiami ‘cultura’ o educazione o tutto quello che vuoi in realtà non è altro che una forma di espressione relativa all’epoca dove vivi, alla lingua che parli, allo stile di vita che hai e che ne fai parte, alla conoscenza che possiedi ecc. Tutto è relativo. Perciò quella risposta concreta che tu desideri così ardentemente lo puoi trovare solamente dentro di te, poiché se qualcosa non ti piace e desideri il cambiamento devi iniziare a cambiare te stesso prima di tutto: nel modo come tu agisci, nel modo come pensi, negli argomenti che studi e che approfondisci, lo spazio che dai alla tua creatività e alla tua intelligenza, nel modo come ti rapporti con gli altri e l’interscambio che crei, il rispetto e la fiducia che poni in te stesso e negli altri, ecc. In questo contesto anche Gjergj Kastrioti Scanderg fecce la stesa cosa: si è dato da fare!
    Per cui, se tu ti poni la domanda come mai ‘ci troviamo sempre gli ultimi’ , io, e/o qualcun altro, non mi pongo questa domanda, poiché non ritengo che ‘siamo sempre ultimi’ anche perché ritengo che non esistono i Primi.
    Ps: Dal mio punto di vista Gjergj Kastrioti era un uomo lungimirante, si è alleato con la chiesa e con il papato per scopi ben precisi poiché era consapevole che l’unione faceva la forza. La religione (secondo me) per lui era secondaria. Cosa avesse e credesse lui veramente nel suo cuore questo non lo sapremmo mai, cmq l’utilizzo di tutti quei simboli pagani dei nostri avi illiro-pelasgici ci lascia uno straccio di luce che ci fa capire la forte inclinazione che avesse nei confronti delle sue radici e della sua cultura di appartenenza tipica albanese. Ti invito ad approfondire meglio la conoscenza dei simboli pelasgici che lui utilizzava, per capire meglio quello che dico.

    P.s.bis: tuttavia visto che gli argomenti sono tanti e molto vasti ti chiedo gentilmente di discutere questi temi nel forum di albanianews, per non sciamare l’attenzione dal tema dell’articolo.
    http://www.albanianews.it/forum

    Brunilda Ternova Mercoledì, 24 Marzo 2010 20:28 Link al commento
  • dule

    Mi sono scordato Albi..,purtroppo ti devo deludere.,non mi sento per niente superiore..non lo penso minimamente,ma semplicemente diverso e non mi sento per nulla rappresentato da qualsiasi nostro governo per motivi che tutti sapiamo e che tutti devono prendere le distanze.
    Fai la brava e non fare danni in giro.

    dule Mercoledì, 24 Marzo 2010 16:50 Link al commento

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