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Aldo Terrusi : la storia d’amore e della vendetta di Enver Hoxha con mia madre

Ritornato dopo 44 anni in Albania, in cerca del passato e dei resti  di suo padre, morto nella prigione di Burrel, Aldo Renato Terrusi, racconta l’odissea della sua famiglia italiana nella terra albanese. “Ritorno al Paese delle Aquile” è il suo libro pubblicato da “Besa Editrice”.
Aldo Renato Terrusi
"Ritorno al Paese delle Aquile", il libro che recentemente ha suscitato curiosità tra i media italiani ma che sta suscitando grande scalpore in Albania.

L'ha scritto Aldo Terrusi, fisico ed esperto tecnologo in pensione, nato a Valona nel 1945 da genitori italiani. E' un dramma famigliare dell'Albania dittatoriale,  una di quelle storie che anno dopo anno, ha pesato nelle famiglie italiane emigrate come profughi dall’Albania. Per Aldo è il “diario” del viaggio che ha fatto con lo zio nel 1993 per conoscere il suo passato.

Tutto ebbe inizio ad Argirocastro, lì dove sua mamma, Aurelia, si era stabilita insieme con la famiglia, negli anni '30. Dopo lo spostamento dalla Grecia a causa delle mire aggressive della dittatura italiana nei confronti di quel Paese.

Aurelia con la balilla, anno 1938
Aurelia con la balilla, anno 1938

Tutto il dramma della sua famiglia, Terrusi lo attribuisce  alla " Vendetta di Enver Hoxha", per l'amore rifiutato da sua madre nei confronti del dittatore.
Secondo Terrusi, Enver Hoxha, era innamorato della giovane ragazza italiana , la quale non Lo ha mai corrisposto e che si sposò con suo padre Giuseppe, direttore della banca Italo - albanese di Argirocastro. La vera  tragedia, sarebbe iniziata dopo l'arresto di suo padre, nel 1945 prima nella prigione di Valona e poi in quella di  Burrel dal 1949, dove è morto nel 1952.

Insieme alla madre anche  la famiglia è stata rimpatriata dopo tante peripezie, e dove il passato li ha sempre seguiti. Dopo 44 anni, insieme a suo zio Giacomo, e ritornato in Albania per riaprire le pagine del passato e ritrovare i resti di suo padre, che fino ad oggi non sono tornati in Italia. La storia narrata in questo libro, e un racconto doloroso di quegli anni,  che Aldo Terrusi condivide con i lettori nell’intervista di "Shqip".

Sig. Terrusi, lei è nato a Valona nel '45, da genitori italiani. Come è venuta la sua famiglia in Albania ?

Mio papà ha lasciato Castellaneta, città dove abitava stabilendosi in Albania. Gli avevano dato l'incarico negli anni '30 di vicedirettore della banca Italiana ad Argirocastro. In quella città incontrò la comunità italiana, in particolare la famiglia di mia mamma, che lì si era trasferita a causa del conflitto italo - greco.

Voi eravate molto piccolo quando in Albania si impose il regime di Enver Hoxha, e vostro padre venne condannato nella prigione di Burrel. Di che cosa venne accusato ?

Questa domanda merita una risposta molto dettagliata cosa per la quale c'è una spiegazione ampia nel mio libro,ma a voi risponderò brevemente.
Mia madre Aurelia aveva conosciuto Enver Hoxha, fin da quando viveva ad Argirocastro. Enver Hoxha si era innamorato e voleva fidanzarsi con lei a tutti costi. Mia madre aveva accettato la sua amicizia, ma non il fidanzamento. Dopo il ritorno di E.H. dal suo viaggio a Parigi l'amicizia si interruppe. Aurelia si fidanzò con mio padre Giuseppe ad Argirocastro e si sposò nel '36 a Saranda.

E.H rimase molto male e promise di vendicarsi. Appena gli fu data la possibilità, come comandante e in una situazione di guerra, mandò in carcere mio padre Giuseppe che in quel momento era direttore della banca Italo - albanese a Valona, con l'accusa di aver sottratto i soldi al popolo albanese. Non personalmente ma per via dei movimenti bancari. Erano tutte accuse false per le quali non si erano trovati testimoni credibili, ma per capire tutto ciò bisogna leggere il libro.

Giuseppe e Aurelia con la Balilla (1936)Tutto quello che è successo alla sua famiglia, pensa che fosse solo una vendetta da parte di E.H?

Si. Pura vendetta. Diversamente perché  Giuseppe, mio padre, rimase in carcere fino alla morte (1952), 7 anni dopo la fine della guerra !?

La storia che voi conoscete è la storia raccontata da vostra madre o è basata su documenti ?

Sono molte le testimonianze di quel tempo, dei colleghi della banca italiani e albanesi, ma anche  testimonianze dirette e indirette, incluse le frasi in originale dai comizi di E.H.

Dopo che vostro padre è morto in prigione, voi siete tornati in Italia, com'era la vostra vita ?

Siamo tornati in Italia come profughi nel '49. Mio padre morì nella prigione di Burrel nel '52. Per questo motivo non sapevamo cosa fosse successo a Burrel. Ogni cosa l'abbiamo saputa nel '93, quando ho incontrato Engjell Kokoshi a Tirana e Petrit Velaj a Valona. Per qualche anno abbiamo vissuto male ma con l'aiuto dei famigliari, fino a quando lavorando e con la compensazione dei "danni di guerra "ci siamo ripresi.

Avete pensato di tornare in Albania durante la dittatura ?

Assolutamente no. Avevo paura che se fossi ritornato in Albania sotto il regime di E.H mi poteva succedere qualche cosa. Ero un Terrusi.

Dopo gli anni '90 è tornato. Cosa ha sentito e trovato in Albania ?

Siamo tornati nel '93 e c'era un respiro di libertà tra alla gente, tuttavia noi ci sentivamo difesi dalla cooperazione italiana. Gli amici di mio zio Giacomo, il quale era stato il portiere della nazionale che aveva vinto nei Balcani nel '46, ci hanno accolti con piacere. Quella settimana siamo andati a Valona, abbiamo visitato la banca e la stessa stanza in cui ero nato, siamo stati nella casa dove abbiamo vissuto dopo che ci avevano sfrattati dalla banca. Abbiamo visto a Tirana l'ultima casa prima che ci trasferissero a Durazzo dove  abbiamo aspettato per molti giorni la nave italiana  che ci doveva portare in Italia. Sono stato anche a Burrel dove ho visto la cella nella quale era deceduto mio  padre e il campo dove era stato sepolto insieme a tanti albanesi in una fossa comune di circa 50 persone.

Quanto e stato difficile per lei questo confronto con il passato, con gli amici di suo padre ma anche con i nemici?

E stato molto bello, perchè mi è sembrato di aprire le pagine di un libro del quale sapevo l'esistenza, ma non ero riuscito mai a leggere: le testimonianze di tante persone, i posti fotografati nella mia mente dopo 44 anni finalmente erano diventati reali. Non ho trovato nemici e non mi sono sentito nemico di nessuno. Ho vissuto quei giorni con curiosità  nel tentativo di capire le circostanze, lontane e vicine, consapevole che quelli che mi  circondavano dimostravano vera amicizia come io nei loro confronti.

Quale è stato il  momento che vi ha spinto a scrivere il libro "Ritorno al paese delle aquile"?

Tutto quello che ho scritto l'ho fatto per me stesso. Non pensavo di scrivere un libro. Per me era un semplice diario per non dimenticare il passato che aveva pesato tanto sulla mia famiglia. Solo dopo qualche anno, dopo una telefonata di Spartak Topallaj, che era stato nominato console generale a Milano sono ritornati i ricordi. Allora ho incominciato a mettere insieme le foto, gli appunti, gli episodi finche non è uscito il libro. E una storia vera che sembra una romanzo.

Questo libro e stato classificato come ricerca delle origini della storia della famiglia. Era questa la sua idea?

Era proprio cosi. Sono molto contento perche si è chiuso un capitolo per il quale io personalmente  non riuscivo a completare i dettagli. Il libro  pubblicato dalla casa editrice " Besa", è stato presentato in Italia.

Farete un viaggio per promuovere anche in Albania?

Il libro è stato presentato in anteprima il 10 giugno in una libreria di Roma, invece la presentazione ufficiale con la presenza dell'Ambasciata Albanese a Roma è stata il 24 giugno. Ho in mente di venire in Albania non solo per promuovere il libro, ma se sarà possibile, per portare i resti di mio padre in Italia. Sarà la giusta fine di un'odissea dolorosa.

Sarebbe inoltre mia intenzione mettere una lapide al carcere di Burrel in memoria dei caduti italiani e albanesi vittime della dittatura di Enver. Se le autorità lo permetteranno si potrebbe costruire una stele a Tirana in memoria degli stressi caduti.

Ad ottobre a Tirana ci dovrebbe essere la “settimana della cultura italiana”, vorrei essere presente anche per promuovere il libro.

La dedica di Enver (21-08-1930)
La dedica di Enver Hoxha (21-08-1930)


Intervista di Oliverta Lila. Pubblicato sul quotidiano "Shqip" del 13 giugno 2011. Titolo originale "Aldo Terrusi: Historia e dashurisë dhe hakmarrjes së Enver Hoxhës me nënën time".
Tradotto per Albania News da Edmonda Masha.
Le foto usate in questo articolo sono state gentilmente concesse da Aldo Renato Terrusi.

Copyright © 2012 Albania News - Registrato al Tribunale di Modena al numero 1973 del 30-09-2009

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