Il corto è interamente in arbёresh, l’antico idioma dei discendenti di Skanderbeg, che tuttora viene parlato nell’isola linguistica Arberia, sparsa in tutto il Meridione d’Italia.
In Molise quattro sono i comuni albanofoni: Campomarino, Montecilfone, Portocannone ed Ururi. Un bacino di circa 12.000 abitanti, con una esigua percentuale di parlanti la lingua di minoranza, che purtroppo si va perdendo sempre di più.
Notevole è stato il contributo della comunità albanofona molisana nei primi anni Novanta, ai primi Albanesi sbarcati sulle coste dell’Adriatico: non vi è stata una famiglia arbёresh che non abbia in qualche modo contribuito all’accoglienza dei “fratelli” d’oltremare, perché molto forte è il legame che unisce i due popoli, ancora oggi, nonostante siano passati più di 500 anni dalla diaspora che spinse nel secolo XV moltissimi Albanesi a fuggire dalla dominazione turca.
Una parte dei primi Albanesi ospitati si è poi spostata nel Nord d’Italia, o comunque in zone con una più alta offerta di lavoro, ma una parte ancor più rilevante si è stabilizzata proprio in Molise, trovando nei comuni albanofoni il terreno fertile su cui ricostruire le proprie basi.
Frequente è il richiamo dei protagonisti di “E nesёr?” alla madrepatria, così come spesso si fa riferimento al concetto di Gjaku Shprisht, il Sangue Sparso, vale a dire la diaspora degli Albanesi provocata dalle invasioni turche: ad un certo punto una delle protagoniste, l’anziana Teresa Ines Palmiotti, testimonia di come i grandi incutevano terrore ai bimbi menzionando la “Scopa Rossa” o gli Scorticatori: la Scopa Rossa che pulisce il sangue sparso a causa degli Scorticatori, cioè i Turchi.
Ancora, Matteo Ferrazzano racconta della guerra in Albania, a Durazzo, a Valona, e di come parlare l’ arbёresh lo abbia aiutato in una disperata situazione con gli Albanesi.
Si rileva che l’idioma arbëresh, come tutte le lingue di minoranza storica, in Italia è tutelato da leggi regionali, nazionali - come la n. 482/99 – e costituzionali, vedi articolo 6 della Costituzione “La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”.
Ad appena quasi un anno di vita, “E nesёr?” ha già un curriculum di tutto rispetto: finalista (secondo ex equo) al “Babel Film Festival”, svoltosi a Cagliari lo scorso dicembre; il BBF è il primo concorso internazionale destinato esclusivamente alle produzioni cinematografiche che guardano e raccontano le minoranze, in particolare linguistiche.
Oltre che a Cagliari, “E nesёr?” è stato proiettato il 26 febbraio anche a Campomarino, in occasione dei festeggiamenti della Giornata Internazionale della Lingua Madre - Unesco, e verrà inserito nel cartellone della prossima estate.
Ammesso alla selezione della 16a edizione del PriMed, Marseille 2011, Premio Internazionale del Reportage e del Documentario Mediterraneo.
Attualmente è in attesa di risposta la partecipazione di “E nesёr?” al Balkans Beyond Borders, festival dedicato ai registi under 30 provenienti dal Sud Est Europa, e la cui finale si terrà ad Atene a giugno 2011.
Per chiunque sia interessato, “E nesёr?” è inserito nel sito www.imdb.com (The Internet Movie Database), dove è possibile visionare il trailer.
Di seguito alcuni versi della poesia di Gianni Frate “Gjaku Shprisht”, filo conduttore del video.
…”Oggi una favola voglio raccontare
Comincia di là…dove si trovano i nostri avi.
Quando i Cristiani vivevano felici
e Skanderbeg si struggeva per noi.”….
Sonde u njё prràghez do thom
niset p’atejё ku jan prindt e tonё
Kur tё kёrshtert sa kishen harè
e Skanderbegu striohshi pё ne.
Scheda “E nesër?”
28.30 min. – Italia 2010
Scritto e diretto da: Daniela Giammarino, Riccardo Bruni
Fotografia: Riccardo Bruni
Con: Felicetta Bitri, Costanzo Di Labbio, Donato Iannacci, Giacinto Fazzano, Matteo Ferrazzano, Teresa Ines Palmiotti, Gaetana Viola, i piccoli Piercostanzo Di Labbio e Gilberto Zucaro, e con la partecipazione degli anziani di Campomarino e Ururi
Aiuto alla sceneggiatura: Maria Assunta Fazzano, Brunella Fratini
Dialoghi arbëresh/italiano, traduzioni arbëresh/italiano: Maria Assunta Fazzano
Dialoghi italiano/inglese: Daniela Giammarino
Consulenza culturale: Maria Assunta Fazzano, Gianni Frate
Poesia “Gjaku Shprisht” scritta e recitata da: Gianni Frate
colonna sonora: The underscore orkestra
Het gloren
Ergo phizmizR