“Oltre Babele – Lingua madre seme della società multilingue” – Motivi per studiare la lingua madre

A Milano, il 24 febbraio 2017, ha avuto luogo l’incontro:
Oltre Babele – Lingua madre seme della società multilingue”.
Sono intervenuti:
Giorgio Arcodia, linguista, professore Università degli Studi di Milano Bicocca
Vermondo Brugnatelli, linguista, professore Università degli Studi di Milano Bicocca
Donatella Dolcini, indianista, professoressa Università degli Studi di Milano
Gino Luka, traduttore e scrittore, interprete e mediatore culturale. Socio AITI dal 2000.

E’ importante imparare la lingua madre in un paese ospitante (Italia) per diverse ragioni.

Comunicazione:

con la partecipazione alle attività organizzate a scuola, intorno all’uso della lingua madre, gli studenti avranno la possibilità di acquisire competenze di comunicazione linguistica che le permetteranno l’ampliamento delle loro reti di relazioni interpersonali. Ciò consentirà, tramite l’uso della LM, di stabilire e mantenere buoni rapporti con i membri della famiglia (soprattutto con i nonni) e parenti; questo è molto importante e anche molto utile poiché si ha la possibilità di avere accesso diretto alle informazioni, nel paese d’origine.

Identità Culturale:

gli studenti potranno sviluppare la comprensione della cultura nella LM e la possibilità di utilizzarla come base per il confronto con le altre culture. Inoltre, svilupperanno un’opinione sui valori dei diversi modi di percepire e di decodificare le loro esperienze e, in seguito, di instaurare rapporti interpersonali per aumentare il livello di autostima e dei valori della propria identità personale.

Attraverso la LM i giovani imparano modelli di vita quotidiana del loro gruppo di coetanei, convenzioni culturali, sociali e tradizionali, hanno coscienza delle loro radici storiche, dei rapporti con le altre culture, dei concetti culturali di attualità e dei concetti geografici regionali, delle storie delle civiltà dei diversi paesi tra i quali anche il proprio. I ragazzi che hanno un’identità culturale imparano a sopportare meglio la pressione del gruppo della cultura maggioritaria e dei gruppi di diverse culture nelle scuole, e in futuro, nei luoghi di lavoro e nella società. Secondo N. Post, Direttore Esecutivo del Consiglio di Amministrazione della Scuola Etnica, Australia:

«Il più grande e il più potente dono che un genitore può dare al proprio bambino è quello di insegnarli la sua lingua e la sua cultura».

 

Eredità culturale:

la lingua è un mezzo per trasmettere le tradizioni culturali dei gruppi etnici alle seconde generazioni e quelle successive. Pertanto, con l’apprendimento della LM si potrà evitare la totale scomparsa di alcune lingue e culture del mondo.

I bambini potranno meglio acquisire le conoscenze e la comprensione di una varietà di materie e argomenti legati alle loro esigenze di studio, lavoro e vita.

Il bilinguismo ha effetti positivi sullo sviluppo linguistico ed educativo per i bambini; quando i bambini cominciano a sviluppare le loro abilità in due o più lingue durante la scuola primaria, loro riescono a comprendere meglio il linguaggio e lo utilizzano in modo più efficace. Hanno più pratica nel trasformare il linguaggio, soprattutto quando sviluppano conoscenze di base in entrambe le lingue e sono in grado di confrontare i modi in cui le due lingue organizzano la realtà.

La ricerca suggerisce che i bambini bilingui possono anche sviluppare una maggiore flessibilità nel loro pensiero, a seguito di elaborazione delle informazioni attraverso due lingue diverse. Il livello di sviluppo della lingua madre dei bambini è un forte preannunciatore del loro sviluppo nella seconda lingua. I bambini che vengono a scuola con una solida base nella loro lingua madre sviluppano una capacità di alfabetizzazione più forte a scuola.

 

Vantaggi per lo studente:

con l’apprendimento della lingua madre lo studente preserverà anche i vincoli familiari e contribuirà alla diminuzione dei conflitti culturali tra generazioni. Lo studio della LM può essere una via di occupazione come traduttore, interprete, mediatore interculturale o simili esercizi professionali, indispensabili nell’odierno mercato globale. Il bilinguismo aiuta il generale sviluppo intellettuale e concettuale dell’individuo.

 

Vantaggi per la società italiana:

l’apprendimento della lingua madre è un mezzo per accrescere l’apprezzamento della natura multi-culturale della società attuale italiana, e mantenere la diversità linguistica e culturale.

L’obiettivo di apprendimento della LM dovrebbe essere quello di promuovere, favorire e diffondere il patrimonio culturale, nell’ambito del multiculturalismo, al fine di conseguire l’obiettivo dell’unità nella diversità, per aumentare la coesione e l’equità nel paese.

 

L’importanza della lingua materna:

ormai è condiviso dagli studiosi di linguistica che i bambini imparano l’italiano molto più efficacemente se continuano al tempo stesso a sviluppare la loro LM (L1).

La ricerca scientifica ha dimostrato che molte competenze acquisite nella prima lingua (LM) possono essere trasferite alla L2. Per esempio, se il bambino ha sviluppato una buona capacità di lettura in albanese, è ragionevole pensare che sia in grado di applicare queste capacità nella lettura in italiano.

– Nelle prime fasi la lettura nella LM può profondamente accelerare lo sviluppo di capacità di lettura nella L2.

– Il trasferimento delle competenze linguistiche da una lingua all’altra fornisce la conoscenza del mondo, di conseguenza i testi in L2 saranno più comprensibili.

– Il piacere della lettura stessa sarà trasferito verso la L2

 

Un’abilità di lettura utile è la possibilità di indovinare il significato di parole sconosciute dal contesto. Un’altra è la capacità di decidere quali nuove parole in un testo sono importanti da cercare nel dizionario e quali parole possono essere tranquillamente ignorate. Analogamente, la capacità di essere in grado di preparare un brano di scrittura o di sviluppare un argomento in un saggio convincente può essere applicato nella L2 una volta che si è appresa nella prima.

Con un po’ di buon senso ogni docente sarà d’accordo che le scuole dovrebbero basarsi sull’esperienza e le conoscenze che i bambini portano in classe, e l’istruzione dovrebbe anche promuovere le capacità dei bambini e il loro talento.

Intenzionalmente o inconsapevolmente, nel momento in cui ostacoliamo o annulliamo il linguaggio dei bambini migranti, creiamo una rottura nel loro rapporto con genitori e nonni, di conseguenza siamo in contraddizione con l’essenza stessa dell’educazione.

La distruzione della lingua e della cultura dei bambini migranti e, dei bambini provenienti dalle adozioni internazionali, nelle scuole è anche altamente controproducente per la stessa società ospitante.

 

Il punto di vista dello sviluppo dei bambini:

a proposito di concetti e capacità di pensiero, le due lingue sono interdipendenti. Il transfer attraverso le lingue può essere a doppio senso: quando la lingua madre è promossa a scuola, ad esempio in un programma di educazione bilingue, i concetti, la lingua, l’alfabetizzazione e le competenze che i bambini imparano nella lingua maggioritaria saranno in grado di trasferirla nella lingua d’origine. In breve, le due lingue vengono alimentate a vicenda, quando l’ambiente educativo permette l’educazione dei bambini in entrambe le lingue.

La promozione della lingua madre a scuola aiuta a sviluppare non solo la lingua madre, ma anche le abilità dei bambini nella lingua maggioritaria.

Gli alunni che sanno raccontare il tempo nella loro lingua madre e capire il concetto di ‘tempo’, per dire ‘tempo’ nella seconda lingua (ad esempio, nella lingua maggioritaria), non hanno bisogno di re-imparare il concetto ‘tempo’, hanno semplicemente bisogno di acquisire nuove etichette o di ‘strutture di superficie’ che hanno già imparato.

Senza sorprenderci, in conclusione possiamo dire che: il bilinguismo conferisce vantaggi linguistici ai bambini; le capacità nelle due lingue sono significativamente correlate o interdipendenti.

Nei bambini bilingui i risultati migliori a scuola si raggiungono quando a scuola si insegna efficacemente la lingua madre e viene sviluppata l’alfabetizzazione in quella lingua. Al contrario, quando i bambini sono incoraggiati a rifiutare la loro lingua madre, il suo sviluppo ristagna, il fondamento concettuale personale e l’apprendimento sono compromessi.

Uno dei risultati più fortemente consolidati di ricerca educativa, condotto in molti paesi del mondo, è che i programmi bilingui possono promuovere la cultura e la conoscenza in una lingua minoritaria, senza effetti negativi sullo sviluppo dei bambini nella lingua maggioritaria.

 

Altre ragioni per il mantenimento e lo sviluppo di competenze nella LM:

  1. Molti ragazzi, presumibilmente per ragioni di lavoro dei loro genitori, faranno ritorno nel loro paese d’origine per proseguire gli studi o eventualmente, in futuro, per lavorare. La scuola dovrebbe fornire loro i mezzi per salvaguardare il loro studio e fare in modo che essi non abbiano lacune nella loro LM o problemi di sviluppo cognitivo.
  2. Gli studenti che malvolentieri accettano la loro LM o la ignorano possono spesso soffrire di problemi di perdita d’identità o di alienazione rispetto ai loro genitori e ai loro nonni o altri membri della famiglia in Italia o nel loro paese d’origine. Le ricerche confermano quello che il grande poeta e filosofo tedesco affermò molto tempo fa:

«Wer fremde Sprachen nicht kennt, weiß nichts von seiner eigenen».

(Colui che non conosce le lingue straniere, non conosce niente della sua.

(Johann Wolfgang von Goethe, Maximen und Reflexionen, 1833)

 

 

Gli studenti per meglio sviluppare le proprie competenze nella LM dovrebbero studiare e proseguire lo studio della LM: i genitori possono aiutarli fornendo loro dei buoni libri di testo ed esercitare in casa la LM; in questo gli studenti dovrebbero essere incoraggiati dal lavoro scolastico. Anche le vacanze estive nel paese d’origine potrebbero aiutare gli studenti all’apprendimento della loro LM.

 

La globalizzazione:

in un’epoca di globalizzazione, una società che ha accesso alle risorse multilingui e multiculturali è avvantaggiata nella sua capacità di svolgere un importante ruolo sociale ed economico sulla scena mondiale.

In un momento di forte contatto tra le culture le identità di tutte le società si stanno trasformando. Le identità delle società e dei gruppi etnici non sono state mai statiche ed è una pura illusione credere che oggi possano rimanere immutate. Oggi più che mai il ritmo dei cambiamenti globali deve essere seguito dagli educatori.

 

Un aspetto della globalizzazione, che comporta importanti conseguenze per gli educatori, è lo spostamento crescente di persone da un paese all’altro. La mobilità della popolazione è causata da molti fattori: il desiderio di migliori condizioni economiche, la necessità di manodopera in molti paesi che stanno sperimentando tassi di bassa natalità, un costante flusso di rifugiati derivanti da conflitti fra gruppi politici, guerre o disastri ecologici. L’integrazione economica all’interno dell’UE incoraggia inoltre la libera circolazione dei lavoratori e delle loro famiglie tra i paesi membri dell’UE. Anche il fatto che i mezzi di trasporto tra i paesi sono attualmente più veloci ed efficienti, ovviamente, facilita la mobilità della popolazione.

La mobilità della popolazione comporta per le scuole delle scelte linguistiche – culturali e inoltre, la diversità religiosa all’interno delle scuole, comporta una revisione dei metodi didattici adottati finora. Spesso nelle scuole toscane gli studenti delle scuole materne provengono da famiglie dove l’italiano non è la lingua quotidiana di comunicazione. Le scuole in Europa hanno sperimentato questa diversità per molti anni ma, le politiche educative rimangono discutibili; le pratiche a proposito della formazione variano notevolmente da paese a paese e perfino all’interno dei paesi stessi.

 

Alcuni provvedimenti contro la perdita della lingua madre:

gli educatori sono spesso molto meno consapevoli di quanto velocemente i bambini possono perdere la loro capacità di usare la loro lingua madre, anche nel contesto domestico. La portata e la rapidità di perdita della lingua varia secondo la concentrazione di famiglie di un determinato gruppo linguistico nella scuola o quartiere. Nei casi in cui la lingua madre è utilizzata ampiamente nella comunità al di fuori della scuola, la perdita della lingua tra i bambini sarà inferiore. Tuttavia, quando le comunità linguistiche non sono concentrate o ‘ghettizzate’, in particolari quartieri, i bambini possono perdere la loro capacità di comunicare nella loro lingua madre nel giro di 2-3 anni dopo aver cominciato la scuola. Essi possono mantenere la comprensione della LM, ma useranno la lingua maggioritaria, parlando con i loro coetanei e fratelli e nel rispondere ai loro genitori. Con il tempo i bambini diventano adolescenti, il divario linguistico tra genitori e figli diventa a questo punto un abisso emotivo. Gli alunni spesso saranno emarginati da entrambe le culture, a casa e a scuola, con risultati prevedibili.

Per ridurre l’entità della perdita della lingua, i genitori dovrebbero consolidare una forte politica linguistica a casa e fornire ampie opportunità per i bambini di espandere le attività per le quali useranno la lingua madre (ad esempio lettura e scrittura) e i contesti in cui possono farlo (per esempio nelle comunità che parlano la stessa lingua madre, con giochi di gruppo, visite al paese di origine, ecc.).

Gli insegnanti possono anche aiutare i bambini a mantenere e sviluppare la loro lingua madre comunicando loro forti messaggi affermativi circa il valore della conoscenza di lingue aggiuntive e il fatto che il bilinguismo sia una realizzazione importante linguistica e intellettuale. Ad esempio, possono avviare progetti in aula e concentrarsi sullo sviluppo delle capacità linguistiche dei bambini (ad esempio, celebrare il multilinguismo degli studenti della classe in occasione del 26 settembre «Giornata europea delle lingue») e la condivisione delle lingue nella classe (ad esempio ogni giorno un bambino porterà una parola significativa dalla sua lingua madre in classe e tutti gli alunni, compreso l’insegnante, apprendono e discutono questa parola.

Rifiutare la lingua di un alunno nella scuola è rifiutare l’alunno. Quando il messaggio, implicito o esplicito, comunicato ai bambini a scuola è: «Lascia la tua lingua fuori dalla scuola», i bambini si vedono lasciare una parte centrale di quello che sono, la loro identità, fuori dalla scuola. Quando sentono questo rifiuto, sono molto meno propensi a partecipare attivamente e con fiducia alle lezioni in classe. Non è sufficiente per gli insegnanti accettare passivamente la diversità linguistica e culturale dei bambini a scuola. Essi devono essere proattivi e prendere l’iniziativa per affermare l’identità linguistica dei bambini affiggendo manifesti nelle diverse lingue della comunità alle pareti della scuola, incoraggiando i bambini a scrivere nella loro lingua madre, oltre alla lingua maggioritaria (ad esempio, incoraggiandoli a scrivere e pubblicare libri bilingui), e in generale creare un clima didattico dove l’esperienza linguistica e culturale del bambino è attivamente accettata e sostenuta.

Le scuole dovranno fornire una formazione adeguata per i bambini culturalmente e linguisticamente diversi. Il primo passo è quello di imparare ciò che la ricerca ci insegna a proposito del ruolo del linguaggio e, specificamente, della lingua madre dei bambini, nel loro sviluppo educativo. La ricerca scientifica è molto chiara circa l’importanza della lingua madre dei bambini bilingue per il loro sviluppo personale e educativo. Maggiori dettagli sui risultati della ricerca sono riassunti nel sito di Eurydice:

«La padronanza della propria lingua d’origine è generalmente considerata molto importante per gli alunni migranti. Tale competenza può facilitare l’apprendimento della lingua dell’istruzione e così stimolare i progressi di questi alunni in tutti i campi. Inoltre, il modo in cui la loro lingua materna è vista nella comunità ospitante rafforza l’autostima e il senso d’identità degli alunni migranti e delle loro famiglie».

 

La dispersione scolastica: colpisce il 55% dei giovani extracomunitari, come risulta in un recente intervento di Tullia Fabiani, I ‘fantasmi’ della scuola italiana.

«Per i giovani migranti obbligati a lavorare, il lavoro è più importante e la scuola può aspettare. L’abbandono scolastico soprattutto tra gli studenti migranti è un’emergenza. E’ la Provincia di Prato, uno dei territori maggiormente colpiti in Italia da questo fenomeno.

I bambini multilingui hanno un enorme contributo da rendere alla loro società e alla comunità internazionale, a patto che noi come educatori mettiamo in pratica ciò in cui crediamo e quel che è giusto per tutti i bambini».

 

L’esperienza culturale e linguistica dei bambini a casa è il fondamento del loro apprendimento futuro e noi dobbiamo costruire su questa base, piuttosto che comprometterla. Ogni bambino ha il diritto di avere i suoi talenti riconosciuti e promossi all’interno della scuola. Il capitale culturale, linguistico e intellettuale della nostra società aumenterà seriamente quando smetteremo di vedere i bambini culturalmente e linguisticamente diversi, soltanto come un ‘problema da risolvere’ invece di aprire gli occhi alle risorse linguistiche, culturali e intellettuali che loro portano nelle nostre scuole e nella nostra società.

 

La sfida: per le persone responsabili delle politiche sociali il compito obbligatorio e urgente è di modellare l’evoluzione dell’identità nazionale in modo tale che i diritti di tutti i cittadini, compresi i bambini a scuola, siano rispettati, e le risorse culturali, linguistiche, economiche del paese siano massimizzate. I bambini devono sviluppare la loro lingua madre senza essere scoraggiati: disperdere le risorse linguistiche del paese è sbagliato dal punto di vista dell’arricchimento linguistico-culturale e d’altro canto le varie idee ‘nazionaliste’ rappresentano anche una violazione dei diritti del bambino:

 

Convenzione sui Diritti dell’Infanzia:

La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata dall’Italia con legge del 27 maggio 1991 n. 176 depositata presso le Nazioni Unite il 5 settembre 1991. L’art. 2, comma 1 recita:

«Gli Stati parti si impegnano a rispettare i diritti enunciati nella presente Convenzione e a garantirli a ogni fanciullo che dipende dalla loro giurisdizione, senza distinzione di sorta e a prescindere da ogni considerazione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o altra del fanciullo o dei suoi genitori o rappresentanti legali, dalla loro origine nazionale, etnica o sociale, dalla loro situazione finanziaria, dalla loro incapacità, dalla loro nascita o da ogni altra circostanza».

http://www.aiti.org/news-formazione-eventi/corsi-eventi/milano-24-febbraio-2017-oltre-babele-lingua-madre-seme-della

Hai qualcosa da aggiungere a questa storia? Condividilo nei commenti.

Loading Facebook Comments ...