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Giovani artisti albanesi incantano l'Appennino emiliano con la loro musica

Dal 13 al 23 giugno, l’Orchestra d’Archi giovanile del Centro Nazionale di musica albanese ha partecipato all’edizione 2010 del Festival Internazionale dei Giovani, organizzato dalla Casa Montagna Valnure di Ferriere, provincia di Piacenza. Nei loro concerti, i ventisei ragazzi accolti calorosamente dal pubblico italiano hanno interpretato capolavori della musica classica internazionale ed albanese. Ecco il reportage di Darina sulla loro ultima esibizione a Fiorenzuola d’Arda.

Giovani artisti albanesi incantano l'Appennino emiliano con la loro musica L'Orchestra d'Archi giovanile nella Cattedrale di San Fiorenzo

Gli affreschi della Cattedrale di San Fiorenzo, in  piazza Fratelli Cairoli e G.Molinari a Fiorenzuola d’Arda, sembravano poggiati dolcemente sui muri della chiesa in attesa di ammirare qualcosa di sconosciuto. Contrabbasso coricato sul pavimento, violoncelli appoggiati alle sedute, violini pronti ad essere accordati. Tutto pronto. I fedeli si incamminano un ad uno in silenzio, in cerca di un posto più vicino all’orchestra. Sono le 21 o poco più del lunedì 21 giugno quando lo spettacolo ha inizio.

“Il mattino” di Grieg Nigun, è questa lirica ad aprire il leggio e le danze degli affreschi che ora più che appoggiati sembrano muoversi armoniosamente a ritmo delle note dei violini. Il silenzio doveroso incombe. Gli ultimi curiosi ed amanti della musica si accomodano. Non ci sono occhi chiusi anche se si usa dire che la musica si gusta e si capisce nel buio. Ci sono però orecchie catturate e occhiali tirati fuori di corsa poiché ciò che i credenti spettatori ascoltavano aveva bisogno di essere descritto.

Ventisei ragazzi, giovanissimi dai tredici a diciannove anni, capaci di interpretare alla perfezione le magiche arie dei grandi della lirica. Sono gli studenti del Centro Nazionale albanese della musica. Invitati a partecipare alle serate interculturali del Festival Internazionale dei Giovani, organizzato dalla Casa Montagna Valnure di Ferriere, diretto da Carlo Devoti, che dal 1984 si impegna a portare le diverse culture in Italia. Carlo Devoti, l’organizzatore del Festival, ci parla della determinazione di Scanderbeg, l’Associazione albanese di Parma, che per voce di Durim Lika, ha chiesto incessantemente la presenza di questa magnifica Orchestra d’Archi capitanata dal Presidente del Centro Nazionale e professore di musica al liceo classico di Tirana, Bujar Alliu.

Vivaldi, con la sua “Quattro stagioni” diretta dal maestro Bujar Alliu, con il violino spalla Egida Zeneli, ha catturato il cuore di tutti, stagione dopo stagione. Una ragazza snella, diciassettenne, dal comportamento timido, che si è trasformato  in leonessa della musica, interpretando tra le corde del suo violino uno dei padri della lirica. I fedeli spettatori sono rimasti incastrati nelle loro seggiole contro voglia. Avrebbero voluto applaudire all'infinito in standing ovation.

Le note di Antonio Vivaldi e Astor Piazzolla con il suo “Libertango” sembravano più un gioco tra le dita di questi giovani che un esecuzione maestosa, ma, Egida Zeneli, violino spalla; Silvester Shoshi, Sara Burgia, Kristi Simo, Paola Bregu, Anjeza Teli, Fiorela Asqeriu, primi violini; Bora Koka,  Lorela Miha, Marsiona Bardhi, Xhudi Dodaj, Sindi Loci, Dea Sulejmani, secondi violini; e ancora Mersa Alliu, violono aggiunto; Bevisa Qosja,Rebeka Neziri, Amanda Kadriu, Ejona Gjoni, viola; insime a Klejvis Tusha, Ilirian Elmazi, Klaudio Jaupi, Rei Punavia, Alvi Salibasha, Edlira Gjoni, violoncello; ed infine Erblin Novaku, contrabbasso, erano lì proprio per dimostrare la loro bravura nell’interpretare con leggerezza i Grandi nomi della classica mondiale. Nulla li spaventa, sono eccellenti al punto di non fermarsi e farsi influenzare dagli applausi che gli spettatori, anche profani come me, scattavano alla fine di ogni stagione.

Il programma di quest’orchestra è ben diverso da quello solito. C’è lo spazio per i grandi a livello mondiale e quello per l’indiscusso Paganini albanese, Pjetër Gaci. Il suo Perpeto Mobile “Concerto per orchestra d’archi” affascina la platea che si domanda se sono note di Mozart o Chopin, come ci confessa Maria Angela, funzionario del Comune di Fiorenzuola, che non ha voluto mancare a questo incontro. “Dopo di che ho sentito – continua Maria Angela – un ritmo di Polska e ho pensato che stessero interpretando qualche autore russo, invece non era Polska ma note talmente affascinanti e armoniose che tutti hanno iniziato ad applaudire al ritmo delle corde del violino”.

La Polska non Polska di cui parlava M. Angela era la musica cittadina albanese di Scutari, Korça e persino arbereshe, trasformata maestosamente in lirica da Pjetër Gaci, lavoro a cui deve il suo sopranome. Il dirigente d’orchestra Altin Buli, nonché accademico, ospite d’onore nella festa interculturale del Festival Internazionale dei Giovani da parte del Centro Nazionale di musica albanese, ha reso possibile un’interpretazione calorosa, ritmica e comunicativa di Gaci, molto apprezzata dal pubblico.

“Il nostro intento – spiega Bujar Alliu – è quello di dimostrare a tutti che siamo capaci di suonare ed interpretare i Grandi della lirica classica e soprattutto far conoscere al mondo le capacità degli artisti albanesi. Perciò abbiamo scelto un programma che offre l’opportunità all’ascoltatore di incontrare da vicino le note di Vivaldi e di conoscere la cultura lirica albanese immensa”.

“La scelta – continua Altin Buli – di un programma di presentazione evidentemente diverso dai soliti è stata ponderata e riflessiva. Tutti amano Vivaldi, Chopin, Mozart e sarebbe stato facile che noi avessimo fatto la scelta di interpretare solo loro. Invece abbiamo voluto offrire al pubblico italiano parte della nostra cultura. Abbiamo voluto suonare colui che in Albania è considerato il nostro Paganini, Pjetër Gaci, il quale ha preso i motivi più belli e semplici della musica cittadina albanese, trasformandoli in magnifiche arie classiche che nulla hanno da invidiare a quelle più note. L'interpretazione data da questi talentuosi della nostra musica lirica scritta dal grandissimo Pjetër Gaci, era eccezionale e sempre migliore anche la dove c'era già la perfezione”.

"Posso dirlo e gran voce – ci confessa il dirigente d'orchestra Bujar Alliu – di aver portato con me il miglior gruppo giovanile oggi esistente in Albania ed il calore e l'apprezzamento della gente mi dà ulteriore conferma. Quando il mio vecchio amico e collega in tantissime organizzazioni Albert – riferendosi al regista e coreografo Bekja, membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Scanderbeg – mi chiese di partecipare al Festival Internazionale dei Giovani ero intimorito e un po’ diffidente. Ciò che traspare dell'Albania fuori dai suoi confini, spesso e volentieri non è Albania. Avevo paura di rimanere insieme ai miei giovani in solitudine davanti ad una platea vuota ma invece, in questi dieci giorni (13 – 23 giugno) abbiamo eseguito a Piacenza e dintorni in mezzo ad una accoglienza significativa. Vedere oggi gli occhi e le espressioni degli spettatori italiani, amanti della dolce musica lirica e classica che parlano di eccellenza ci riempie di orgoglio. Siamo felicissimi – continua il maestro Bujar Alliu – di poter stringere la mano di Durim Lika, che sempre più commosso ci ringrazia dopo ogni serata che abbiamo tenuto in questo nostro piccolo tour".

Durim Lika, non è mancato un giorno. Sempre in prima fila e tra i primi a scattare con l'applauso. Grazie alla sua tenacia e quella di sua moglie Elvira Lika, hanno reso possibile la partecipazione di uno dei dirigenti d'orchestra più giovani e talentuosi dell'Albania, Altin Buli, accademico e dirigente dell'orchestra nazionale albanese.

Il desiderio di Elvira Lika di vedere rappresentata al meglio la missione di  Scanderbeg, associazione che lei ha visto crescere tra le mura di casa sua, quello di integrazione e diffusione della cultura albanese, ha toccato profondamente il suo amico d’infanzia, maestro Buli, che non ha esitato a mettersi in contatto con il professor Alliu per realizzare questo grandissimo evento.

"La determinazione di Elvira – dice il maestro Buli – non aveva uguali. Era impossibile non impegnarsi a finché partecipassimo. Quando il professor Alliu mi ha dato l'invito di partecipazione come ospite d'onore, non ho avuto un attimo di esitazione. Ci sarei stato e ci sono stato. Dirigere i giovani talenti albanesi del Centro Nazionale d’Orchestra albanese è stato un onore e lo sarà ogni qualvolta mi sarà possibile farlo".

Le parole espresse dai dirigenti e dalla gente hanno fatto di questi giovani musicisti degli irraggiungibili. Una perfezione che spaventa la perfezione stessa per come gli umani la intendono. Ventisei piccole donne e uomini che a sentirli suonare, ti fanno immaginare la loro vita solo davanti al leggio.

“Ma non è cosi – ci racconta Carlo Devoti, organizzatore del festival – sono solo giovani fortunati ragazzi che conoscono già il loro sogno da seguire e non fanno nulla per comprometterlo. I giovani musicisti albanesi in questi giorni hanno trovato il modo di stare insieme e fare i turisti. Il loro comportamento rigorosamente educato ha stupito anche noi. Raramente ci è capitato di dimenticarci di avere degli ospiti. Ed è anche per quest’altra eccellenza che abbiamo esteso l’invito a partecipare insieme a noi al EXPO 2015, risposta della quale dovrà giungerci tra non molto. Inizialmente – continua Devoti – ero molto diffidente verso il suggerimento di Scanderbeg di chiamare questo gruppo. Ma una volta ascoltati e capito le intenzioni del maestro Bujar Alliu, quelle di diffondere la cultura dell’Albania, permettendo al mondo di conoscere non solo la grande capacità degli albanesi a suonare il magico mondo lirico internazionale ma soprattutto di conoscere i talenti dell’Aquila che sono rimasti per lungo tempo in disparte, ho capito che era la miglior scelta che potevo fare”.

Si voleva raggiungere il cuore degli italiani, incantandoli con la cultura albanese ed è successo. Si voleva offrire l’opportunità di conoscerla meglio e cosi è stato. Si voleva unirsi e sentirsi uguali e la musica lo ha reso possibile. La platea in piedi ad applaudire e l’immancabile inchino ripetuto più volte con un sorriso unico dell’intera orchestra hanno concluso quest’esperienza fruttuosa per ambo le parti nella miglior maniera possibile.

Un altro successo di Scanderbeg che verrà sicuramente ripetuto il 28 novembre prossimo in occasione della Festa di Indipendenza dell’Albania a Parma, con la presenza già annunciata dell’orchestra degli archi del Centro Nazionale albanese ascoltata ed ammirata nella bellissima Cattedrale di Fiorenzuola.

Ancora una volta è Scanderbeg ad emozionarsi maggiormente. Albert Bekja non sente più le mani tanto erano forti le sue picchiate mano su mano in sostegno all’orchestra. Durim Lika, con la sua inseparabile telecamera inizia a tremare ed a sorridere in segno d’orgoglio e ringraziamento al suo amico Buli.

È l’ultima sera di permanenza. Lo spettacolo è stato bello poiché ha richiesto molto impegno, tanto quanto i precedenti nella provincia, cosi, tutti via a mangiare sotto invito del generoso Durim.

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