L’11 Settembre nell’opera di Helidon Xhixha

6 stelleHelidon XHIXHA – “American’s hope”

È questo il titolo dellaScultura monumentale dedicata all’11 settembre che comincia la sua esibizione nella città di Firenze. Dal 18 al 20 giugno potete ammirare l’opera di questo figlio d’arte albanese che si esprime con tutto il suo splendore.

 
Indirizzo:

Piazza De’ Rucellai, Firenzein collaborazione con Brooks Brothers, Bang & Olufsen e NewConceptGallery…

Testo di Andrea B. Del Guercio (tratto da “L’11 Settembre nell’opera di Helidon Xhixha”)

“L’attività espressiva di Helidon Xhixha, scaturita all’interno di un significativo rapporto di tradizione familiare, maturata in un processo di elaborazione e di informazione nel caleidoscopio creativo dell’Accademia di Brera a Milano, trova affermazione e crescente sviluppo all’interno dei grandi laboratori del ferro e dell’acciaio; è infatti nella natura dei materiali metallici e della produzione industriale, nei lavori di forza e di linearità, di tensione e superficie, che lo scultore osserva e rileva l’azione di progettazione e di produzione della scultura e di ogni grande opera monumentale. Questo suo rapporto con la scultura si muove tra due distinte direttrici operative; se una prima ed intensa stagione è stata caratterizzata da una dichiarata tecnica di saldatura, oggi si affermano i processi di compressione, taglio e piegatura, saldatura al laser.

La saldatura, quale primo dato tecnico-espressivo, che si evidenzia lungo l’intera struttura plastica attraverso il grumo evidente di materia informe, permette allo scultore di verificare operativamente la crisi del volume scultoreo ereditato dalla tradizione e lo orienta, nel tracciato della scultura degli anni trenta di Gonzales e Picasso, all’interno dei processi analitici del collage, applicati sempre da Ricasso nel 1913 al volume simbolico-concettuale delle “Chitarre”; il procedere espressivo di Xhixha appare quindi sulla direzione dell’immettere, del collegare brani di materia, del relazionare frammenti, e quindi distogliendosi dalla ricerca del volume secondo la tradizione del togliere dalla massa, del cercare la forma nell’informe della materia, ma anche di predisporre la forma ed indirizzare il percorso alla materia fusa. Si tratta dell’affermazione di un’esperienza compositiva che intende suggerire alla percezione più che trascrivere, segnalare spazi autonomi di lettura più che raccontare.

A questa stagione va riferita una vasta produzione di opere in cui appariva centrale la ricerca del volume e l’indagine sulle forze che ne elaborano le tensioni ed i giochi di forza; lungo anni intensi e prolifici nascono grandi opere monumentali dedicate ai valori profondi racchiusi ancora nell’anatomia femminile ed a quello stato di energie e vitalità emblematizzati nelle forme tese del cavallo; grandi opere oggi raccolte all’interno di un monografico parco-scultura in Piemonte.

Il tema tecnico della compressione a cui Xhixha indirizza le sue attuali ricerche gli ha imposto e permesso l’introduzione espressiva nel complesso patrimonio della cultura animonica; lo scultore dedica alla lastra d’acciaio il ruolo di trascrizione della comunicazione che è proprio della superficie e non del volume, dove la lastra diventa il foglio della scrittura, la lavagna che insegna.

Se la tecnica di saldatura prima e di imbullonatura rappresentano i passaggi significativi che liberano la scultura dalla dipendenza storica della fusione e “per via del togliere”, la superficie sostituisce, con una rapida crescita dei valori concettuali della cultura artistica, la tradizione del volume; la superficie, intesa come spazio esteso della comunicazione, ridisegna l’approccio espressivo e la fruizione, su un piano fortemente analitico e progettuale.

E’ all’interno di questo nuovo passaggio espressivo che Xhixha opera la rivisitazione e la mirata acquisizione dei dati della cultura moderna verso quelli della contemporaneità; all’interno di questo percorso egli concettualizza nella forza della compressione sulla lastra e racchiude nella traccia scavata, l’intensità gestuale che fu già dell’action painting, ponendosi alla ricerca dell’esperienza percettiva della realtà aformale.

La lastra, oggi manipolata dalla compressione e modellata dall’inserzione di materia, appare anche alla base strutturale del processo espressivo di Helidon Xhixha parallelamente orientato verso la verifica dei valori di progettazione monumentale; il taglio e la piegatura, le forme di costruzione computerizzata dei grandi scatolati metallici, lavorano infatti e sulla base dei grandi fogli d’acciaio ed edificano i nuovi volumi della scultura-architettura.

E’ su questa base di esperienza espressiva analitico-progettuale, positivamente verificata da Xhixha in altre esperienze plastico-oggetuali, che si configura la grande scultura dedicata all’undici settembre; quella componente impulsiva e ricca di energia e vitalità espressionistica che ha caratterizzato l’attività passata, appare oggi inserita e raccolta, intimamente compressa nella tensione psicologica del titolo, in quella data che assume su di se l’intera tensione espressiva.”


Breve Biografia

Nasce a Durazzo nel 1970. Figlio d’arte, trascorre la sua infanzia nello studio del padre Sali dal quale eredita una forte passione per le fine arts, ma soprattutto per la scultura.

Dopo aver frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Tirana decide di trasferirsi in Italia. Nel 1998, grazie ad una borsa di studio, ha la possibilità di frequentare per tre mesi la Kingston University di Londra per migliorare le sue tecniche di incisione, scultura e fotografia.

Nel 1999, dopo quattro anni di duro lavoro e studio si laurea all’Accademia delle Belle Arti di Milano (Brera).

Conosciuto in ambito accademico per il suo stile, sperimenta e realizza sculture in acciaio inox con una tecnica innovativa.

Nel 2007 partecipa alla Biennale di Venezia con la scultura monumentale “America’s hope” (immagine allegata alla presente).

I suoi lavori continuano ad avere un ruolo importante nell’arena internazionale dell’arte (America, Dubai, Germania, Francia, Austria, Inghilterra).Vive e lavora a Novara.

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