Nel 1968 in Italia spopolò l’Odissea in otto puntate prodotto dalla RAI: un vero capolavoro televisivo, e Ulisse era interpretato dall’attore serbo (ahahahahahahaha…), anzi slavo (STRA-hahahahahahaa…) Bekìm Fehmìu, diventando un volto amatissimo e tutt’oggi ricordato da coloro che hanno oltrepassato il mezzo secolo. Bekìm Fehmìu, originario di una famiglia di Gjakovë (Còssovo) è stato il più grande Ulisse di tutti i tempi a livello televisivo-cinematografico. La RAI girò le puntate a colori (a colori!!! per quei tempi, immaginate!!!) esportando la pellicola in tutto il mondo: e questa ebbe un successo clamoroso. La Prof.ssa Paola Rossi Giannini, inoltre, parla della massima perfezione formale e ricostruzione storica tutt’ora irraggiungibili.
Io avevo 11 anni, e quando fra parenti, amici e conoscenti, NONCHÉ A SCUOLA (!), facevo notare che quello non era un nome né serbo (ahahahahahahaha…) e né slavo (STRA-hahahahahahaa…) bensì albanese, ci passavo da scemo.
Ricordo benissimo la stampa del piccì e quella legata alla diccì strombazzare la bravura degli attori serbo-slavi (BWAHAHAHAHAHAHAHAH…) e da nessuno – a parte me unico nel mio Paese – ho udito che Bekìm Fehmìu fosse albanese.
Ora a distanza di 42 anni mi prendo una rivincita in italiano, inglese, francese, polacco e serbo-croato:
http://it.wikipedia.org/wiki/Bekim_Fehmiuhttp://en.wikipedia.org/wiki/Bekim_Fehmiuhttp://fr.wikipedia.org/wiki/Bekim_Fehmiuhttp://pl.wikipedia.org/wiki/Bekim_Fehmiuhttp://sr.wikipedia.org/wiki/Беким_ФехмијуMa dico io: come si può anche minimamente pensare che per interpretare il massimo Eroe Greco gli eccellenti registi italiani, Franco Rossi e Mario Bava, scritturassero un serbo? Ma che c’entra – con tutto il rispetto verso il fiero popolo serbo che giunge dalle pianure dell’Asia centrale – un attore serbo che nulla ha a che fare con la storia illirico- mediterranea e con l’epica ellenica?
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