Dalle 7.00 di questa mattina sono aperti i seggi nei 12 collegi elettorali albanesi e 3.1 milioni di elettori sono chiamati a votare fino alle 19.00 di questa sera per eleggere i 140 deputati del parlamento monocamerale albanese e la coalizione dei partiti che governerà il paese per i prossimi 4 anni. 12 i collegi elettorali che corrispondono alle 12 regioni amministrative albanesi. Ad ogni collegio spetta un numero di seggi proporzionale al numero dei residenti nella regione corrispondente, circa 23,000 elettori per un seggio. I 140 deputati sono eletti secondo un sistema elettorale proporzionale su base regionale a liste chiuse. Con 32 deputati, Tirana è la regione con il numero maggiore di parlamentari, invece Kukës, quella con il numero minore, solo 4. La legge elettorale prevede una soglia di sbarramento del 3% per i partiti che corrono da soli e 5% per le coalizioni per poter sedere in parlamento. Tuttavia, la soglia di sbarramento può raggiungere punte di 15-20% per via del metodo D’Hondt utilizzato per l’assegnazione dei seggi e del numero dei seggi per ogni regione.
34 i partiti presenti nelle schede elettorali di cui solo il Partito “Legge e giustizia” di Spartak Ngjela non fa parte delle 4 coalizioni che si contendono le elezioni. Due le coalizioni del centro-destra: l’Alleanza del Cambiamento composta da 16 partiti e capeggiata dal Partito Democratico del Primo Ministro Sali Berisha, e l’Alleanza del Polo della Libertà da 6 partiti guidati dal Movimento per lo Sviluppo Nazionale di Dashamir Shehi. Altrettante quelle del centro-sinistra: L’Alleanza Socialista per l’Integrazione del Movimento Socialista per l’Integrazione di Ilir Meta composta da 6 partiti e L’Unione per il Cambiamento in cui 5 partiti sono guidati dal Partito Socialista di Edi Rama.
Sono almeno 3 gli istituti di ricerca ingaggiati dalle tv nazionali maggiori private che negli ultimi mesi hanno offerto sondaggi mensili sulle preferenze di voto degli albanesi, e dalle 19.00, ora di chiusura delle votazioni, inizieranno a pubblicare gli exit poll: la società americana Zogby International ingaggiata dal Top-Channel, l’istituto kosovaro “Gani Bobi Center” dal TV Klan e l’italiana IPR Networking dal TV Ora News.
Entro 48 ore dal ricevimento delle tabelle dei risultati elaborate delle Commissioni elettorali locali, la Commissione Elettorale Centrale dovrebbe emanare i risultati delle elezioni. 500 osservatori stranieri e 5000 albanesi monitoreranno l’andamento del processo elettorale durante l’e-day. Inoltre sono state mobilizzate anche 5500 forze dell’ordine per garantire un processo senza incidenti.
Le tv albanesi private e quella pubblica propongono maratone televisive dalle 7.00 di questa mattina fino all’indomani, quando ci si aspetta di avere i primi risultati. Direttori editoriali, giornalisti e analisti politici coordinano negli studi televisivi i loro colleghi e i cameraman sparsi in tutto il paese per informare i cittadini sull’andamento delle votazioni e eventuali irregolarità nei seggi elettorali. Potrebbe sembrare lesivo del silenzio elettorale, ma considerato l’esperienza amara dell’Albania con i brogli nelle tornate precedenti elettorali, la presenza dei media in tutto il paese è una garanzia per la trasparenza del processo e un diritto dei cittadini ad essere informati. Dall’altra parte, la polarizzazione dei media in base agli interessi partitici, la concorrenza tra loro per avere la notizia per primi e il bombardamento con notizie sugli incidenti più insignificanti o le accuse reciproche tra le coalizioni contendenti, ci forniscono una realtà mediatica che non si sa quanto corrisponda a quella vera, influenzando anche l’umore di chi le segue.
Lo svolgimento delle elezioni secondo standard accettabili dal fattore internazionale è considerato fondamentale per il processo di adesione dell’Albania all’UE. Il primo standard non raggiunto è quello di non aver garantito il diritto di votare a tutti i cittadini albanesi maggiorenni. Secondo alcuni dati, circa 200 mila elettori non hanno né la carta d’identità elettronica né il passaporto, gli unici documenti ammessi per poter votare. Probabilmente, una parte di loro sono emigranti che risiedono all’estero e non possiedono il passaporto. Dall’altra parte, i partiti stessi non sono interessati a contestare formalmente i risultati o l’andamento delle votazioni. Come previsto dal codice elettorale voluto dai due partiti maggior, PD e PS, basterebbe presentare alla Commissione Elettorale Centrale e successivamente negli organi di appello, una contestazione significativa in ognuno dei 12 collegi elettorali, per bloccare l’emanazione dei risultati finali da 20 a 40 giorni. Inoltre l’invalidazione dei voti sufficienti per eleggere un deputato, impone la ripetizione delle elezioni in tutto il collegio elettorale.
Nonostante le preoccupazioni espressi da molti, lo staff di Albanianews è fiducioso che le coalizioni contendenti e i partiti maggiori albanesi a cui fanno capo, sapranno dimostrare che la politica albanese si sta maturando e i perdenti accetteranno il risultato che non è altro che il verdetto dei cittadini.
